Ravenna, primi volatili con botulino nella valle Mandriole

RAVENNA – Nella valle Mandriole si ripresenta l’incubo botulino, che nel 2019 causò una strage di anatidi e che anche l’anno scorso ha fatto la sua comparsa intossicando una settantina di uccelli. Nella giornata di ieri sono stati ritrovati alcuni esemplari in difficoltà. Ne danno notizia gli uffici del Parco del Delta del Po: «Grazie alla proficua collaborazione con il Comune e ai conseguenti sopralluoghi effettuati quotidianamente dal personale del distaccamento pinetale della Polizia locale, l’Ente parco del Delta è stato informato tempestivamente dell’insorgere del fenomeno di intossicazione da botulino negli uccelli acquatici in sosta nella Valle Mandriole. Sono stati recuperati i primissimi anatidi in difficoltà, quattro esemplari con evidenti sintomi da intossicazione botulinica». Massimiliano Costa, direttore del Parco del Delta, sottolinea che le operazioni di prosciugamento della valle sono già state avviate e i controlli saranno effettuati quotidianamente: «Al fine di prevenire l’esplosione del fenomeno, in previsione dell’arrivo di migliaia di uccelli migratori, si ritiene indispensabile procedere al disseccamento della zona umida, mediante apertura dello scarico sullo scolo Rivalone. L’Ente parco e tutti gli enti interessati alla gestione conservazione della valle continuano a monitorare costantemente la situazione, certamente legata alla gravissima e straordinaria siccità che si protrae da mesi». Costa spiega che non tutta la valle sarà prosciugata; nei punti più bassi verrà comunque garantita l’acqua necessaria alla sopravvivenza dei pesci. «La parte principale della valle si prosciugherà nel giro di 5-6 giorni e se vedremo degli animali in difficoltà li recupereremo. La speranza – conclude – è di riuscire ad arginare il fenomeno subito, per limitare al massimo le intossicazioni. A giorni sono in arrivo migliaia di uccelli migratori, non trovando acqua si dirigeranno verso altre zone umide, hanno solo l’imbarazzo della scelta». RO.ART.

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