Ravenna prepara polmone verde: 112mila piante per abbattere la CO2

«Abbiamo grandi speranze dal Pnrr per un’enorme operazione di riforestazione del territorio ravennate. Se dal bando già attivo “green ports” arriveranno i 10 milioni per la prima tranche, da oltre un milione di metri quadri di alberature, potremo già candidarne una seconda sui bandi dedicati a quella precisa casistica e che sono in via di pubblicazione». Un primo step da 1.345.800 metri quadrati di foresta piantumata, con 112mila alberi in più. E ora c’è una strategia per proseguire. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, ha grandi aspettative per la città dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto sul lato green. L’Autorità portuale ha candidato quattro progetti, per un totale di 160 milioni. I primi due sono già praticamente certi del recepimento, e finanzieranno la seconda parte del Progetto Hub (con l’importante inserimento dell’impianto di lavaggio fanghi, ndr) e l’elettrificazione della banchina della stazione crociere. Un terzo attende risposta, e porterebbe ad una nuova destinazione l’area Ex Sarom, con un grande campo fotovoltaico da 30 ettari e 20MW, ed annesso impianto di elettrolisi per produrre idrogeno verde. Un quarto progetto, da poco meno di dieci milioni di euro, è appunto dedicato alla riforestazione e ora se ne conoscono i dettagli: «Il bando Green Ports all’interno del Pnrr parla di infrastrutture per migliorare l’impatto ambientale dei bacini portuali. Nello specifico di riforestazione non si parla in quel capitolo del Pnrr – premette De Pascale -, c’è però una casistica che accoglie progetti attinenti che non trovavano codificazione nei capitoli del piano. E quindi gli uffici di Via Antico Squero hanno candidato questo progetto, che significherebbe l’attuazione di una parte fondamentale del nostro Pug e che porterebbe ad alberare una vasta porzione di territorio fra Marina di Ravenna, Punta Marina e la Classicana oltre a creare una cintura verde attorno al Candiano». Le tempistiche, visti i “limiti di ingaggio” insiti nel Pnrr, si conterrebbero certamente entro il 2026. I tecnici di Via Antico Squero, nella scheda spedita al ministero dei Trasporti con cui chiedevano di inserire il piano di riforestazione nel Green Ports, hanno previsto due mesi per il progetto esecutivo, quattro per il bando e l’affidamento dei lavori e diciotto mesi per realizzare la piantumazione dei circa 112mila alberi. Nella pianificazione, l’intervento di cintura verde si interseca comunque con la predisposizione delle tre piattaforme logistiche: «La logistica 1 ha già un attuatore, Sapir – ricorda De Pascale -, mentre la Logistica 2 è ora in capo all’Autorità portuale, che dovrà individuarne un soggetto che la realizzerà. Queste due accoglieranno parte dei sedimenti del Progetto Hub. Così non sarà per la L3, che è in capo a Cmc». Il sindaco aveva parlato dell’intervento di riforestazione già nelle settimane scorse, sulCorriere Romagna, ma ora vede gli spazi per un secondo step: «Penso che questo progetto possa essere preso con grande considerazione: non capita in molte città italiane che possano riforestare tutta la parte circostante ad uno spazio portuale, è molto suggestivo – ritiene il primo cittadino ravennate -. Motivo per cui a Roma ci hanno anticipato dell’approssimarsi di altri bandi, specificamente vocati alla riforestazione urbana. Lì, qualora trovassimo già finanziato con Green Ports la prima porzione, candideremmo il secondo step, per unire la pineta di Punta Marina con l’Ortazzo e la Pineta di Classe, con un’ampio rimboschimento della zona di Lido Adriano».

Opportunità storica

Il sindaco vede un’opportunità storica: «Gli antichi romani e poi i monaci in un tempo lunghissimo avevano creato un patrimonio naturalistico unico sul nostro litorale. Riscaldamento, guerre mondiali, agricoltura e industria lo hanno ovviamente stravolto, in poco più di un secolo. Noi – conclude De Pascale – coglieremo ogni opportunità di finanziamento per sviluppare questa progettualità che unisce paesaggio, salute, turismo e contrasto ai cambiamenti climatici».

Un’operazione da almeno nove milioni di euro, che cambierebbe l’immagine della città, soprattutto delle zone limitrofe a Punta Marina e Marina di Ravenna. Nella scheda con cui l’Autorità portuale candida Ravenna a costituire una grande corona verde che si estende, senza soluzione di continuità, sull’area portuale e con il coinvolgimento di tutte le aree libere lungo via Baiona, Via Trieste ed in continuità con le aree naturali circostanti, vengono specificate le modalità e le cifre che sottostanno ad un vero cambiamento per il territorio ravennate. In tutto 1.345.800 di campi agricoli che diventano foresta, espropriati laddove necessario e piantumati con una totalità di 111.918 fra alberi e arbusti. Una vegetazione che potrà togliere dall’aria ravennate fino a 60.489 tonnellate di CO2 all’anno. Nelle zone interessate verranno organizzate delle fasce boscate lineari, costituite solo da alberi, per questa parte saranno 32.290, limitati da filari alberati e arbustivi (misto 60% arbusti e 40% alberi, 5356 saranno le piante in questo ambito) e attraverso i quali si potrà passare da corridoi ecologici arborei e arbustivi (19.748 le piantumazioni di questa parte). Più lontano dalle arterie stradali si procederà invece a boschi e riforestazioni intensive, che porteranno a 46.286 alberi piantati. All’interno dell’intervento anche filari alberati (1238 piante) e una totalità di 229.200 metri quadrati di canneti. Tantissimi i generi di piante, che cambieranno i colori e la percezione del territorio. Saranno utilizzati gelso, acero campestre, olmo, carpino bianco, orniello, pioppo nero, prugnolo, ontano nero, nocciolo, ligustro e lantana. Il massimo del potenziale di anidride carbonica assimilata (60.489 tonnellate annue) giungerà con gli alberi alla loro maturità, e scegliendo una maggioranza di quelle specie (pioppo nero e nocciolo, per esempio) che sono più capaci di assorbire la CO2. Ma anche scegliendo solo tipi di vegetazione a bassa capacità di assimilazione (orniello e lantana) sin dalla piantumazione verranno tolte dall’aria ravennate, come minimo, 8751 tonnellate di anidride carbonica all’anno. an.ta.

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