Dopo l’amaro pareggio di Imola, il Ravenna riparte domenica al Benelli (ore 17.30) contro il Piacenza. Un Piacenza che arriva da un periodo senza vittorie e l’aria che si respira attorno alla squadra di Franzini è tesa, i biancorossi saranno ancora più motivati nell’ottica di avvicinarsi più possibile ai vertici della classifica come richiesto dalla piazza. Occhi puntati sul capocannoniere del campionato, Paponi, che anche all’andata ha punito il Ravenna con due reti. Passando ai giallorossi, di sicuro la voglia di fare bene e di muovere la classifica non mancherà a Selleri e compagni. Nonostante le recenti buone prestazioni nella zona playout c’è grande bagarre, non sono pertanto permesse distrazioni ed ogni avversario deve essere affrontato con determinazione per tirarsi fuori quanto prima da una situazione instabile. Tornato disponibile Papa, il mister avrà l’imbarazzo della scelta in mediana, mentre invece dovrà fare fronte a qualche defezione nella retroguardia, fermi ai box Sirri e Jidayi (uscito anzitempo a Imola) anche Purro non appare nelle migliori condizioni. Buone notizie invece per Mokulu e Gavioli che nel corso della settimana si sono aggregati al gruppo e sono a completa disposizione di Foschi. Attenzione ai diffidati con Nocciolini, Mokulu, Ronchi e Purro a rischio squalifica.

“In settimana abbiamo lavorato per dare continuità alle nostre prestazioni – ha detto il tecnico giallorosso Luciano Foschi – ma soprattutto per dimostrare più convinzione, perché le qualità che abbiamo sono superiori alla nostra classifica. Il Piacenza è una squadra forte, costruita per andare in B, ma il Ravenna non ha nulla da invidiare. La brutta classifica c’è ma noi dobbiamo cercare un risultato prestigioso, se vogliamo salvarci dobbiamo vincere anche gare contro questo tipo di squadre. Il conto alla rovescia è cominciato mancano solo 14 partite, domani sappiamo che è difficile ma dobbiamo fare valere le nostre qualità, che sono tante. E’ cresciuto il livello degli allenamenti e della competitività tra i miei calciatori, tutti devono sentirsi protagonisti e pronti a cambiare la gara anche partendo dalla panchina”

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