Ravenna: prendeva reddito di cittadinanza, ma era ai domiciliari

Da ben otto mesi era sottoposto al regime degli arresti domiciliari, peccato si fosse “dimenticato” di comunicarlo all’Inps e ciò gli permetteva di continuare a ricevere senza intoppi il reddito di cittadinanza, a cui aveva diritto prima di finire agli arresti in conseguenza di una pena che gli era stata inflitta.

La norma che governa il sussidio erogato dallo Stato non consente, infatti, di poter ricevere il denaro per coloro che sono sottoposti a misure cautelari o, peggio ancora, che stano scontando condanne penali.

È per questo motivo che i carabinieri della compagnia di Cervia – Milano Marittima, da alcuni giorni hanno deciso di mettere in piedi una serie di controlli specifici, predisposti al fine di verificare la corretta corresponsione del reddito di cittadinanza. Attraverso una fitta rete di incroci di dati disponibili, i militari della stazione di San Pietro in Vincoli, lunedì scorso, sono riusciti ad individuare un ravennate sui 50 anni che, da diversi mesi, stava continuando ad usufruire del beneficio nonostante fosse in stato di detenzione dallo scorso mese di agosto. L’uomo è stato immediatamente individuato e denunciato dagli uomini dell’Arma che, al contempo, hanno attivato la procedura volta al recupero delle somme indebitamente percepite dal pregiudicato negli ultimi otto mesi, ossia a partire dall’agosto dell’anno scorso.

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