RAVENNA. In meno di un mese dal conto corrente sarebbero usciti almeno 10mila euro a suon di prelievi su prelievi. Il problema è che a ritirare i contanti non era il legittimo proprietario del denaro, ma alcuni sconosciuti. Tra questi una “nonna”, che vistasi scoperta non ha esitato ad additare la figlia come presunta complice. È sulla base delle indagini fatte dai carabinieri di via Alberoni a partire dalla denuncia del proprietario del bancomat (sporta lo scorso 30 dicembre) che domenica una 75enne è stata arrestata con l’accusa di indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Con la denuncia di smarrimento sono scattate le verifiche sul conto corrente, andando a controllare per ciascun prelievo le telecamere dei rispettivi sportelli bancomat. Da qui gli inquirenti hanno identificato la signora, conosciuta dal titolare della carta. Così si è deciso per la perquisizione domiciliare, durante la quale l’anziana ha però negato di essere in possesso della tessera. Ha indicato invece la figlia, tra le altre due persone (così come il nipote) immortalate nei filmati delle telecamere a circuito chiuso. Le perquisizioni l’hanno raggiunta al lavoro, a San Pancrazio, senza però trovare alcunché. Finché all’ennesimo controllo, il bancomat è saltato fuori all’interno della borsa dell’anziana.

I militari hanno perciò deciso di procedere con l’arresto, facoltativo in questi casi a seconda della gravità del fatto e dell’eventuale pericolosità del soggetto. Difesa dall’avocato Alessandro Mancuso (che ha chiesto termini a difesa), è comparsa ieri davanti al vice procuratore onorario Katia Ravaioli e al giudice Andrea Chibelli, che ha convalidato il provvedimento di arresto. A sostegno della decisione, forse la mancanza di collaborazione della signora, colto come un indice di pericolosità. Il giudice non ha tuttavia ritenuto esserci le condizioni per applicare misure cautelari.

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