Ravenna, ponti e cavalcavia sotto osservazione. Lavori per 5,5 milioni

RAVENNA. L’esito dell’ispezione, una di quelle che quotidianamente vengono effettuate sulle infrastrutture presenti sul territorio, ha evidenziato il deterioramento dei ferri d’armatura inducendo la Provincia a chiudere in via cautelativa esclusivamente ai mezzi superiori a 33 tonnellate la provinciale 33 Mensa Matellica in corrispondenza del cavalcavia della E45. Una semplice misura prudenziale (il provvedimento interessa solo mezzi d’opera e trasporti eccezionali) che ha come scopo quello di deviare su percorsi alternativi veicoli di grossa stazza che ultimamente erano stati visti circolare con una certa frequenza in quel tratto. Nessuna emergenza, quindi, e nessun problema di staticità o tenuta; tanto è vero che il divieto non riguarda la maggior parte dei mezzi pesanti. In pratica resta il via libera per circa oltre il 90% dei veicoli commerciali che vi transitano. Inoltre la limitazione è temporanea fino all’esecuzione dei lavori di ripristino.

300 strutture da controllare

L’accertamento ha però nuovamente posto sotto i riflettori le condizioni delle infrastrutture. Ponti e cavalcavia in provincia di Ravenna (circa 300) sono monitorati ogni giorno da guardiani e tecnici e ispezionati dagli ingegneri a cadenza annuale e comunque ogni volta che vengono segnalate o evidenziate possibili criticità. La situazione in provincia, come conferma il dirigente del settore lavori pubblici Paolo Nobile «è buona» ma se, come nel caso citato, i sopralluoghi in programma non dovessero soddisfare tutti i requisiti, altre misure analoghe a quella disposta per la provinciale 33 potrebbero interessare nelle prossime settimane altri manufatti; d’altronde occorre fare i conti con l’invecchiamento delle strutture, interventi effettuati nel tempo e in certi casi anche con il “peccato originale” di alcune infrastrutture, come nel caso di alcuni ponti realizzati nell’immediato dopoguerra quando l’uso dei materiali era contingentato. Senza dimenticare che diverse opere sono state concepite per un traffico veicolare ben diverso da quello di oggi, il che rende necessario intervenire con lavori di manutenzione e in qualche caso anche con la realizzazione di nuovi manufatti. «Specie per opere realizzate negli Anni ‘50 con selle Gerber che non offrono la possibilità di ispezionarle. In questi casi, quando non abbiamo garanzie sulla staticità e sul comportamento sismico prendiamo la strada del rifacimento» spiega Nobile.

Gli interventi

E nei prossimi mesi saranno diversi i cantieri operativi per la sicurezza, per un investimento della Provincia che sfiora i 5,5 milioni di euro. Dopo l’incontro in Regione di martedì, è praticamente pronto il bando di gara e imminente il via ai lavori per l’intervento del ponte della chiusa sul fiume Senio sulla Casolana-Riolese; ed è già pronto il progetto per il recupero del ponte sul Montone lungo la provinciale Roncalceci. Sta inoltre per aprirsi il procedimento per l’affidamento della progettazione del ponte sempre sul fiume Montone lungo la provinciale Godo-San Marco, il cui cantiere potrebbe aprirsi entro l’anno. O al massimo all’inizio del 2021, quando sono in programma anche gli interventi di manutenzione straordinaria del ponte Masiera sul fiume Senioe quelli del ponte sul Lamone lungo la provinciale 56 Canaletta e Sarna.

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