RAVENNA. I lavori in qualche modo sono già iniziati. Dove c’era asfalto e cemento ora si trova terra viva. Ora però si deve lavorare sul progetto definitivo, dopo che gli step precedenti sono già stati approvati dal Comune. Dall’inizio del cantiere, servirà un anno al massimo per concludere l’intervento. Ma quel che è certo è che lo skyline della Darsena di città cambierà ancora.

Moduli e container

A fianco del Darsena Pop Up sorgerà un nuovo complesso costruito con moduli componibili, con un utilizzo dei container per il quale gli imprenditori promotori dell’iniziativa sono andati persino a Medellin, in Colombia, per trarre ispirazioni da trasferire ai progettisti. Ne nascerà un grande polo legato alla formazione dei giovani, gratuito, soprattutto riconducibile al settore ristorativo e del food. Che sarà avvolto nel verde, con il fronte vista Darsena caratterizzato da una piazza d’acqua, con zampilli vaporizzati che accoglieranno gli accaldati ospiti nell’estate ravennate.

A impulsare la proposta due ravennati, Christian Leonelli e Michele Mattioli; ed è il primo dei due a descrivere l’intervento come «un polo formativo, con un fulcro costituito da un’accademia gratuita dove i ragazzi potranno imparare a fare i baristi, i camerieri, i direttori di comparto – spiega –. Ma spazi potremmo destinarli anche alla realtà delle start-up, partendo da quelle legate al mondo del food».

Il forno sociale

Ma la disposizione del progetto alla consapevolezza e alla condivisione riguardo al cibo sarebbe ripresa anche dalla costruzione di un «forno sociale». I cittadini potranno fruirne liberamente, sia per imparare le fasi della panificazione sia per cucinare e ritrovarsi convivialmente: «Nella nostra idea – spiega Giusy Pettinato, la progettista – il forno potrebbe essere costruito in maniera partecipata e sociale. Stiamo capendo quali possano essere i limiti regolamentari e le disponibilità che possiamo registrare ma l’idea della condivisione avverrebbe sin dalla nascita dello spazi».

Lo sport

Nel retro, uno spazio dedicato agli sport sulla sabbia, che dialogherà con quelli già attivi nel Darsena Pop Up: «Con Monduzzi ci conosciamo bene – sottolinea ancora Leonelli – e il soggetto da lui selezionato per l’ambito sportivo retrostante al suo complesso potrebbe risultare quello che gestirà anche la nostra realtà. Quindi potrebbe essere possibile ospitare, in Darsena, eventi di grande rilievo per quello che riguarda gli sport da spiaggia». Una realtà quella che va imperniandosi che, precisa Leonelli, «è abbastanza differente da quella che avevamo pensato concependo lo spazio, che era più improntata sull’imprenditorialità. Ma mano a mano il Comune ci ha convinto. E comunque la formazione sull’ambito del food è qualcosa che noi, come imprenditori, sentivamo. Sicuramente poi gli spazi si presteranno all’organizzazione di eventi e questo è un ambito che a noi interessa».

Musica e cinema

All’interno infatti sorgerà uno spazio dove tra aprile e settembre durante la settimana saranno previste serate con musica dal vivo, oltre al cine-giardino, con alberi da frutto, con sedute fisse per incentivare la sosta e il ritrovo durante il giorno e che nelle serate estive si trasforma in ambito cinematografico, con uno spazio centrale a prato in cui si possano allestire ulteriori sedute in occasione delle proiezioni, vicino al quale la “farmacia nell’orto” sensibilizzerà all’utilizzo delle erbe officinali e dei frutti della terra scoprendone le potenzialità legate al benessere.

Il complesso si chiamerà In Darsena ed è stimato che ogni anno ospiterà circa 150.000 presenze nel funzionamento quotidiano e ordinario e circa 80.000 presenze nel funzionamento straordinario (eventi) per un totale di 230.000 presenze. Ora Ravenna si chiede solo quando.

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