Ravenna, polizia locale ferma torneo di Padel in un circolo

Un vero e proprio torneo di padel con decine di partecipanti quello che ieri mattina è stato interrotto dall’intervento della polizia locale a Porto Fuori.

Una notizia non certo rassicurante che arriva in una giornata drammatica sul fronte dei contagi con altri 330 contagi e due morti (un uomo di 75 anni e una donna di 92). Particolarmente grave la situazione nel Comune di Ravenna con 93 contagi (quasi un terzo del totale) e Faenza 82. I tamponi eseguiti sono stati 2633. Sono state comunicate circa 133 guarigioni. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono 23.038.

L’intervento della polizia locale

Gli agenti della Locale sono intervenuti nella tarda mattinata al Circolo Ravenna Padel center di via Berretti 55 dove era in corso la terza giornata del torneo che era reclamizzato dagli organizzatori come valido per le selezioni regionali e riservato a giocatori con tessera agonistica e valido da Nc (non classificati a 4.1). Tuttavia, secondo l’accusa della polizia, non abbastanza per essere compresa in quelle competizioni di preminente interesse nazionale ancora permesse in zona rossa. Una situazione sulla quale pochi giorni fa una ordinanza del sindaco ha voluto far ulteriore chiarezza. In sostanza per poter allenarsi o fare competizione serve una specifica documentazione rilasciata dall’ufficio sport del Comune.

L’episodio di ieri però non è l’unico. Lo scorso 3 marzo all’interno di un bar di Ponte Nuovo si erano tenute delle partite di biliardo tra persone con tessera del Coni. Uno di loro era asintomatico e ora di quelle 36 persone presenti alla sessione di biliardo 23 sono positive: uno è in gravissime condizioni.

Ieri la polizia municipale ha firmato un verbale di ispezione per sospendere il torneo, ma ora ha avviato anche indagini per capire se ci fossero persone arrivate da fuori Ravenna e di chi siano le eventuali responsabilità: ogni sanzione è infatti di 400 euro.

Ma una indagine è inevitabilmente in corso anche sui fatti di Ponte Nuovo. Anche lì si presume che la polizia locale voglia accertare se tutti fossero regolarmente tesserati. Sarebbe poi interessante capire – ma questo appare un aspetto più rilevante dal punto di vista sociale che penale – quanti di loro fossero tesserati anche prima della pandemia.

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