Ravenna, picchia la moglie e le uccide il gatto davanti agli occhi

Dal giugno dell’anno scorso al marzo 2022 sarebbe stata vittima di ripetuti maltrattamenti da parte del marito, di natura sia psicologica che fisica: dal pervasivo controllo del cellulare e delle mail, passando per il divieto di uscire di casa e arrivando fino alle minacce di nozze e alle percosse, persino nel giorno precedente il matrimonio fra i due. Ma anche un altro episodio risulterebbe particolarmente inquietante: l’uccisione di un gattino randagio che la donna nutriva abitualmente. Protagonisti della vicenda avvenuta a in una frazione di Ravenna (di cui omettiamo il nome per non rendere identificabile la presunta parte offesa) sono una donna e il suo coniuge 37enne: la moglie ha sporto denuncia nei confronti del marito a inizio marzo e le indagini sono state seguite dalla Squadra mobile di Ravenna. Alla fine di maggio, il procuratore capo Daniele Barberini ha trasmesso al gip Corrado Schiaretti la richiesta di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento, che è stata accordata con la prescrizione di non avvicinarsi al di sotto dei 500 metri. L’indagato è stato ascoltato in interrogatorio di garanzia pochi giorni fa, ma la misura nei suoi confronti resta attiva.

Proprio dall’ordinanza emessa dal gip è possibile ricostruire le tappe di una relazione nata nel febbraio 2021 e che, solo dopo una manciata di giorni di convivenza, avrebbe subito iniziato a degenerare. Il 37enne avrebbe iniziato sostituendosi alla compagna nei suoi profili whatsapp e social, convinto che inviasse foto senza veli ad altri. Per questa stessa ragione, avrebbe anche tentato di convincerla a denunciare l’ex compagno, scortandola presso la stazione dei Carabinieri di Ravenna. Successivamente sarebbero iniziate anche le angherie fisiche: era il luglio del 2021 «quando l’uomo – si legge nell’ordinanza – convinto che la donna lo volesse lasciare, l’aveva presa a schiaffi, le aveva inferto una gomitata sullo sterno e l’aveva colpita con dei pugni alle costole, minacciandola poi per costringerla a non recarsi al Pronto Soccorso». A quel punto la donna avrebbe tentato di recidere i rapporti con l’uomo scrivendo una lettera ai Carabinieri e facendo ritorno nella sua casa d’origine fuori Ravenna. Ma tale risoluzione non ebbe lunga durata e, passata l’estate, vi fu un tentativo di riconciliazione, con il trasferimento nella frazione ravennate e, addirittura, la decisione di convolare a nozze nel dicembre 2021. Ma il racconto della donna, fatto di violenza e prevaricazione, prosegue, fino al giorno prima del matrimonio, anche questo segnato da maltrattamenti: «Lui mi aveva colpito con una testata sulla fronte e con un pugno sul mento – ha riferito la donna – costringendomi il giorno successivo a venire comunque in Comune e, soprattutto, intimandomi di non farmi vedere preoccupata o triste dai testimoni e dagli invitati». Insomma, come nota il gip stesso, il matrimonio non avrebbe fatto altro che peggiorare la situazione e, nel febbraio di quest’anno, anche la madre della ragazza si sarebbe accorta dei lividi sul corpo della figlia nel corso di una videochiamata. Una storia che non poteva più durare, e infatti la donna avrebbe anche iniziato a confidarsi con alcune colleghe di lavoro, che la hanno messa in contatto con associazioni contro la violenza di genere. Ora la donna è assegnata a una casa famiglia, ma poco prima della decisione di tagliare i ponti per richiedere aiuto sarebbe arrivata l’ultima vendetta del 37enne, «una assurda ritorsione» come la definisce il gip. L’uomo, infatti, avrebbe ucciso un gatto a cui la donna si era affezionata e che da lei riceveva quotidiano nutrimento. Tutto questo sotto gli occhi della moglie e rivolgendole ancora una volta, secondo quanto trascritto dal giudice, parole d’odio: «Guarda cosa ti faccio al tuo amore quando non mi stai a sentire e non mi guardi».

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