Bonaccini alla camera ardente (foto Massimo Fiorentini)

“Non dovevi farci questo scherzo”: così Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, ha salutato in piazza del Popolo il suo predecessore, Fabrizio Matteucci, morto a 63 anni domenica mattina. “Quando mi hai passato la fascia tricolore, non mi avevi prospettato l’idea di doverla utilizzare in questa giornata. Avrebbe sì parlato un sindaco al tuo funerale, ma fra molti e molti anni. Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che in questi giorni hanno parlato e scritto di Fabrizio, quelle parole le ho sentite profondamente sincere e non di circostanza”.

Il video dei funerali di Massimo Fiorentini

De Pascale ha ricordato “l’umanità” di Matteucci che “ti toccava nel profondo, il suo essere un uomo saldo nei suoi valori, fiero di una tradizione, ma contemporaneo. Un sindaco generoso e innamorato di Ravenna che si appassionava delle vicende dei suoi cittadini, in particolare di chi ne aveva più bisogno”. Un primo cittadino “onesto e buono, un leader politico vero, , che ha saputo guidare la nostra comunità con autorevolezza, assumere decisioni difficili, affrontare anni complessi con negli occhi i suoi valori, la storia della sua comunità, ma sempre con uno sguardo al futuro”.

Dopo l’ultimo saluto in piazza c’è stato quello religioso, nella chiesa di San Pier Damiano nel quartiere Darsena. Qui è toccato ad un altro amico dell’ex primo cittadino – l’arcivescovo emerito Giuseppe Verucchi – ricordare la figura del primo cittadino di Ravenna dal 2006 al 2016. Un ricordo che è anche la testimonianza di un percorso di fede: “Ricordo – ha detto Verucchi – il giorno del cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio. Alla fine della messa Matteucci andò al microfono annunciando di voler intraprendere un percorso di fede e di voler diventare cristiano”. Gremita la parrocchia, con tanti ravennati che si sono stretti attorno alla moglie Simona e al figlio Sayo prima che il feretro lasciasse la chiesa.

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