Ravenna, nuovo impianto di trattamenti rifiuti. Arpae chiede garanzie

RAVENNA Prosegue il percorso autorizzativo per il nuovo sito di recupero rifiuti nell’ex sito industriale di Ca’ Ponticelle, progetto che vedere coinvolte con due diversi impianti di recupero e smaltimento di rifiuti industriali le società Eni Rewind ed Hea. Arpae ha chiesto integrazioni alla documentazione presentata dalle due aziende. In particolare l’agenzia vuole chiarimenti sul futuro della discarica di via Romea citata nella richiesta di variante che le società hanno avanzato al Comune. «Successivamente alla messa a regime della piattaforma polifunzionale di Hea Spa – si legge nel documento – terminerà l’attività del centro di stoccaggio e pretrattamento rifiuti di Herambiente Servizi Industriali» che si trova proprio alla discarica. Dato che le società però sono diverse, Arpae chiede un impegno vincolante in tal senso da parte del gestore dell’attuale impianto.

Nella variante, nel bilancio delle emissioni del nuovo sito, viene prospettata la chiusura del trattamento di rifiuti alla discarica Hera entro un anno dalla messa in funzione di Ca’ Ponticelle. Il bilancio emissivo è in sostanza la differenza tra le emissioni di polveri sottili e altri inquinanti che risulta dalla messa in funzione di un nuovo impianto, la chiusura di altri siti ed eventuali misure compensative (in questo caso la piantumazione di 26 lecci). «Con ipotesi cautelativa della relazione a saldo zero del progetto, si assume che per la cessazione delle attività del centro Hasi (acronimo di Herambiente Servizi Industriali ndr.) possano essere necessari circa 12 mesi». Il centro si trova nel sito della discarica di via Romea, dove vengono trattati sia i rifiuti urbani sia quelli industriali. Nell’arco dei primi 12 mesi dall’apertura di Ca’ Ponticelle, si precisa nel progetto, «potranno quindi essere eventualmente in funzione sia l’attuale centro Hasi sia la piattaforma polifunzionale di trattamento rifiuti Hea; pertanto, per tale lasso di tempo (ipotizzato in circa un anno) non si ritiene congruo detrarre le emissioni del centro Hasi da quelle della piattaforma Hea in progetto».

Per Arpae il passaggio necessita di chiarimenti, prima di tutto perché Hea è una società diversa da quella che gestisce l’attuale centro di smaltimento e non emerge da nessuna parte un impegno alla chiusura. Si legge infatti che «nella documentazione fornita non risulta chiaramente indicato se tale cessazione costituisca un impegno vincolante connesso al rilascio del Paur (provvedimento unico autorizzativo regionale)». Osserva Arpae: «Questo sito non risulta sia gestito dalle società che hanno richiesto il Paur e non si ha evidenza nella documentazione fornita un impegno formale del gestore». Servono insomma garanzie affinché il bilancio emissivo sia valido.

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