«Siamo al passo con la tabella di marcia, e qualora si decidesse di aumentare il ritmo delle vaccinazioni, siamo pronti a farlo». Così Raffaella Angelini, direttrice dell’ufficio Sanità pubblica dell’Ausl Romagna, torna sulle dichiarazioni del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi ha annunciato come obiettivo per marzo l’intenzione di raddoppiare e addirittura triplicare il numero delle dosi somministrate, estendendo il servizio anche in orario notturno.

Un impegno notevole, che attualmente si scontra con la fornitura del siero. La media giornaliera a Ravenna vede circa 800 vaccinazioni, eseguite nel punto allestito al Pala De André, con sei linee in funzione dalle 9 alle 19.30. È la stessa strategia per le restanti province romagnole, che ha permesso in una decina di giorni dall’inizio della campagna di raggiungere il traguardo di 15.500 dosi somministrate (dato aggiornato a sabato sera).

Il Pala De André è in grado di sostenere un incremento. «Tuttavia – precisa Angelini – il prossimo step vedrà gli ultra ottantenni come destinatari, e a quel punto non basterà più, bisognerà allestire punti in tutto il distretto».

«In pari sui tempi»

La scommessa annunciata dal governatore? «Un obiettivo realizzabile – prosegue la dottoressa – ma tutto è in funzione dei vaccini che avremo. Siamo alla prima fase della campagna e stiamo utilizzando molto velocemente le dosi che vengono consegnate, siamo in pari». La situazione attuale vede ancora il personale sanitario occupare la fetta maggiore della platea delle priorità, con qualche eccezione per alcune strutture residenziali per anziani; opportunità che sarà estesa presto a odontoiatri e e farmacisti attraverso il metodo della prenotazione online messa a disposizione da inizio anno. «Quando apriremo ad altre categorie, verificheremo il ritmo da tenere – continua la dirigente – se sarà necessario aumentare le ore lo faremo, ma è una decisione che potremo prendere man mano che si delinea il quadro».

Il nuovo siero

L’incognita dell’approvvigionamento dei sieri è cruciale. Perché molto potrebbe dipendere dall’eventuale fornitura di un ulteriore vaccino in aggiunta ai due autorizzati dall’Ema. Le nuove dosi di Pfizer-BioNtech arriveranno oggi e domani con 45 scatole da 1.170 dosi ciascuna, per un totale di 52.650 distribuite fra tutte le aziende sanitarie regionali. Il via libera dell’Agenzia europea del farmaco ad AstraZeneca, ipotizzato per fine gennaio, potrebbe rappresentare la svolta sull’obiettivo annunciato da Bonaccini. «Ogni vaccino ha proprie caratteristiche e modalità d’uso – spiega Angelini -, quello attualmente fornito è particolarmente complicato per via della conservazione. La nuova tipologia potrebbe agevolare ulteriormente i ritmi, ma la sicurezza deve venire prima di tutto». L’invito, insomma, è di avere pazienza, d’altronde, «siamo il Paese che in Europa ha vaccinato di più in rapporto alla popolazione».

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