Ravenna, “non estrarre gas è un delitto economico”: la relazione del presidente di Nomisma Energia

“Sono 43 i miliardi di metri cubi ufficiali di gas nel sottosuolo italiano, 100 quelli possibili ma se aggiornassimo gli studi geologici scopriremmo che la disponibilità di gas nazionale supera i 200 miliardi, una parte consistente dei quali è in Alto e Medio Adriatico. Lasciarli dove sono è un delitto economico”. Parte da questo assunto la relazione di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ospite di un convegno organizzato a Ravenna da Confindustria Ceramica e aperto dai saluti del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e dal Presidente dell’Autorità Portuale Daniele Rossi.

Davide Tabarelli

Dopo l’esposizione dello studio curato dalla società di ricerca, si è tenuta una tavola rotonda coordinata da Monica Maggion, a cui hanno preso parte Aurelio Regina, delegato Energia per Confindustria, Marco Falcinelli, segretario Generale Filctem CGIL, Lapo Pistelli, director Public Affairs Eni, Stefano Venier, ad di Snam e Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica. Le conclusioni sono state tratte da Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Emilia Romagna e da Vannia Gava, viceministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica. Per Colla è “serio proseguire sulle concessioni esistenti, per nuove piattaforme sarà necessario parlare col governo per una presa di responsabilità comune e giuste compensazioni per i territori”.

Sulla stessa linea d’onda la viceministro per cui “ora si può pensare anche a una revisione del Pitesai. È un dovere sostenere le aziende italiane creare un percorso di messa in sicurezza sull’energia. Si è sottovalutato il pericolo di essere dipendenti principalmente da un solo Paese per l’approvvigionamento di gas. Mentre ora si punta sulla diversificazione delle fonti, ma servono le infrastrutture e sui rigassificatori siamo indietro. Invito a non correre dietro alle ideologie e realizzare opere sostenibili che non danneggiano l’ambiente Asssurdo dire no alle estrazioni del gas in Adriatico quando a qualche chilometro la Croazia estrae”.

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