Ravenna, niente rigassificatore fino al 2024

RAVENNA – Rigassificatore a Ravenna: l’orizzonte è quello del 2024. Per le previsioni ottimistiche, si parla dell’inizio di quell’anno. Oppure, per veder avviata l’attività della Fsru, ovvero la nave rigassificatrice, al largo delle acque romagnole sarà necessario aspettare ancora un anno e mezzo. Quindi la fine del 2024. A confermarlo è il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, che anche giovedì scorso si era fermato a lungo, in occasione dell’evento organizzato da Omc sulla CO2, con l’ad di Snam, Stefano Venier: «Sono le stime che ci vengono riferite, non ancora però suffragate da un progetto – spiega il primo cittadino -. Avevamo detto fin dall’inizio che non procedere immediatamente alla pianificazione delle estrazioni del gas nazionale era un errore. Il governo si era direzionato sui rigassificatori motivandola come soluzione più veloce. Sapevamo bene che chi aveva dato questa informazione all’esecutivo aveva venduto una fake news».

Era stato il ministro Roberto Cingolani – a fine marzo, circa un mese dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina – a stimare in 12/18 mesi i tempi per le attivazione delle due Fsru. Per provare a intensificare la produzione di gas in Adriatico, invece, si parlava di almeno due anni. Ora le tempistiche fra le due soluzioni sembrano collimare, con l’Italia che ha superato solo il 50 per cento di riempimento delle riserve di gas per l’inverno ed il Mite che lavora ad una misura per programmare, con il coordinamento di Terna, acquisti di carbone.

La settimana scorsa intanto Cingolani aveva dichiarato la sua volontà di riformare il Pitesai (la mappa delle estrazioni di idrocarburi in Italia) aprendo ad un ampliamento della produzione nazionale. E, contemporaneamente, concordava il testo di un odg con il senatore dem ravennate Stefano Collina, poi accolto da tutto l’esecutivo, attraverso il quale si impegnava a tessere «la strategia di valorizzazione delle risorse energetiche nazionali al fine di determinarne un maggiore sfruttamento, utile a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti». Per questo ora De Pascale si aspetta che «superata la perplessità che riscontrava in parlamento, e dopo che il Consiglio Europeo ha invitato tutti gli stati membri ad attingere al gas nazionale, il governo inserisca uno strumento con cui implementare la produzione di gas nel primo provvedimento utile». Per il rigassficatore, si attende per la fine del mese l’acquisto da parte di Snam della Fsru destinata a Ravenna. La soluzione che verrà adottata per l’hub con cui si interfaccerà appare, con crescente probabilità, quella dell’ex Some di proprietà Pir: «E’ quella più veloce – conclude De Pascale -. Per una road map comunque attendiamo un progetto: Snam è ben consapevole che sono tantissimi ancora i tasselli da far quadrare. Per questo è meno loquace sulle tempistiche rispetto al governo».

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