Ravenna, niente pienone per il ponte dell’Immacolata

RAVENNA – Non è stato un ponte dell’Immacolata da tutto esaurito. Raffaele Calisesi, presidente provinciale di Federalberghi e gestore del Galletti Abbiosi, parla di un 8 dicembre senza particolari squilli per il turismo: «La città d’arte ha riscosso successo nelle giornate del giovedì e del venerdì – spiega l’albergatore –, ma già da sabato le presenze sono diminuite, tanto che nel weekend c’erano molte camere libere in città. Il brutto tempo ha sicuramente frenato i vacanzieri dell’ultima ora, che probabilmente hanno rinunciato per il rischio pioggia. In città sono arrivati turisti per i monumenti della città d’arte e persone che hanno fatto visita a parenti e amici. Si parla soprattutto di italiani. I turisti stranieri erano presenti in piccoli numeri. Ora bisogna guardare avanti e sperare che il periodo di Natale porti con sé del movimento».

Calisesi sottolinea che già per i prossimi giorni sono in calendario numerose prenotazioni: «Tra qualche giorno è in programma una manifestazione di scherma che sta suscitando grande interesse (vedi articolo sotto, ndr). Abbiamo diverse camere prenotate. In questa stagione avere eventi sportivi di richiamo è molto prezioso. Contemporaneamente, stiamo ricevendo diverse telefonate e richieste di informazione per le giornate tra Santo Stefano e Capodanno. Per l’inizio dell’anno si prefigura interessante il ponte della Befana che potrebbe invogliare i turisti a trascorrere qualche giorno a Ravenna».

Terminate le festività del Natale, per le strutture ricettive si apre un periodo storicamente difficile: «I mesi di gennaio e febbraio sono quelli più scarichi in assoluto – conferma Calisesi –. In questo periodo servirebbero eventi in grado di richiamare i turisti, perché i mosaici e monumenti da soli non bastano. Sarebbe utile un confronto con l’Amministrazione per animare il periodo e per comunicare al meglio le iniziative in programma. Quest’anno le incognite sono ancora maggiori visti i forti aumenti del costo dell’energia. Se non ci saranno richieste di soggiorni, per una struttura alberghiera il rischio di lavorare in perdita sarà elevatissimo. Diversi operatori valutano se prendersi una piccola pausa nei mesi invernali. Potrebbero decidere di rimanere chiusi per il periodo con meno richieste. Noi stessi ragioniamo sul da farsi. Prenderemo una decisione con l’anno nuovo, anche alla luce delle richieste. La mia speranza è che ci siano le condizioni per rimanere aperti perché per la città d’arte è importante avere strutture operative per tutto l’anno. L’incognita del costo per luce e gas è forte. Tra qualche settimana ce ne accorgeremo con l’arrivo delle bollette del mese di dicembre». ro.art.

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