Dieci giorni dopo aver partorito si è fatta beccare con oltre un etto di eroina. E mentre la polizia le perquisiva la casa dopo averla sorpresa in auto assieme a una vecchia conoscenza dell’Antidroga, il neonato era ancora nell’incubatrice dell’ospedale, monitorato in Terapia intensiva neonatale in seguito alle complicanze legate proprio all’assuefazione ricondotta allo stupefacente assimilato durante la gravidanza.

È questo il retroscena dell’arresto compiuto ieri da parte degli agenti della sezione Volanti della Polizia di Stato, al termine dell’accertamento che ha fatto scattare le manette sia per la donna che per uno dei due uomini con i quali si trovava in auto. La coppia era infatti a bordo della vettura con una terza persona, forse un cliente. La madre, nello specifico, non era all’ospedale, probabilmente sfruttando una libertà concessa proprio dalla necessità di sottoporre il bimbo a uno speciale trattamento sanitario post parto.

Quando i poliziotti hanno proceduto al controllo, all’interno dell’abitacolo nel quale si trovava è emerso poco più di un etto di droga. Un quantitativo che ha reso necessaria anche la perquisizione nell’abitazione della donna, dove sono state rinvenute altre dosi, per un totale di ulteriori 4/5 grammi della stessa sostanza. L’eroina presente in auto e quella rinvenuta in casa hanno fatto pertanto scattare le manette. I due devono ora rispondere di detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. E del fatto è stato informato il sostituto procuratore di turno Cristina D’Aniello. Il difensore della coppia, l’avvocato Francesco Furnari, dovrà assisterli nell’udienza di convalida che dovrebbe essere fissata già oggi al tribunale di Ravenna. È in questa circostanza che potrebbero emergere dettagli utili a chiarire le diverse posizioni dell’uomo e in particolare della neo mamma in merito alla droga sequestrata.

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