Ravenna, nella prima ondata rilevato solo un contagio su quattro

Il 15 luglio scorso i casi di coronavirus a Ravenna erano 1.093. Secondo l’Istat, però, le persone contagiate dal covid in provincia erano almeno il quadruplo, circa 4.502, pari all’1,2% della popolazione. Persone non intercettate dai tamponi che hanno contribuito alla diffusione del Coronavirus in provincia. Oggi, nove mesi dopo quella data, i positivi in provincia sono oltre 28mila. I dati emergono dall’indagine di sieroprevalenza iniziato dall’istituto di statistica in tutta Italia lo scorso maggio ma diffusi, a livello provinciale, soltanto in questi giorni.

Il numero, stimato dall’Istat, è basato sul campione di persone che si sono sottoposte all’indagine condotta in collaborazione con la Croce Rossa durante l’estate. Da questo studio, che prevedeva un test per rilevare la presenza di anticorpi e capire se si era o meno entrati in contatto con il virus, emerge un particolare importante: le zone più colpite durante la prima ondata, come Piacenza in Emilia-Romagna e Bergamo in Lombardia, pur se non hanno raggiunto percentuali di positività tali da far parlare di immunità di gregge (nel Piacentino la percentuale di positivi era del 9,5%, nel capoluogo lombardo del 24,5%) sono state “risparmiate” nelle ondate successive. Vicerversa, città come Ravenna che hanno registrato percentualmente valori molto bassi nella prima ondata, hanno accusato maggiormente il colpo in autunno e in inverno. I 28.282 casi rilevati ad oggi rappresentano il 7,1% della popolazione totale, ma anche in questo caso è lecito pensare che una buona fetta dei positivi asintomatici sia sfuggita al tampone.

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