Ravenna, nel 2030 il 28,7% della popolazione avrà più di 65 anni

La popolazione over 65 è destinata a crescere nei prossimi otto anni di circa diecimila unità, passando da 99.303 persone a 109.723. Questa è la proiezione dell’Istat per la provincia di Ravenna per il 2030. Una fotografia demografica con sempre più anziani in cui gli over 65 passeranno dall’essere il 25,7 per cento del totale al 28,7%. Gli over 80 diventeranno invece 37.242 contro 35.651 censiti all’inizio del 2022. La risposta ai bisogni degli anziani sarà insomma una vera e propria necessità. L’Istat presenta anche i dati dei tre Comuni principali: a Ravenna nel 2030 gli over 65 saranno 45mila (contro le attuali 39.441), a Faenza saranno 16.110 (oggi sono 14.673), a Lugo, infine, 9.245 contro gli 8.793 anziani censiti nel 2022. Ovunque dunque, ma soprattutto nel comune capoluogo, la popolazione è destinata ad invecchiare. Il tutto in un contesto che non vede un aumento della popolazione, le cui dinamiche si sono ormai fermate da quando è venuto meno – oltre al saldo naturale – anche l’aumento delle persone dettato dai flussi migratori. Si passerà infatti, a livello provinciale, dalle poco più di 386mila persone contate oggi a poco meno di 382mila previste per il 2030. A livello regionale, le previsioni demografiche proiettate fino al 2054 mostrano un forte incremento di anziani, tanto che si stima di raggiungere nel 2054 la cifra di 976.535 persone: +72,56% rispetto ai 565.926 che vivono oggi in Emilia-Romagna.


Il commento delle istituzioni

«Quando mio nonno è morto – racconta durante l’inaugurazione de La Rosa dei Venti il presidente della Regione Stefano Bonaccini – aveva poco più di sessant’anni e allora in dialetto i parenti dicevano “era vecchio…”. Oggi la percezione è completamente diversa. Nella nostra regione una donna nasce con una speranza di vita di 86 anni, un uomo con 81. Significa che c’è benessere ma, d’altra parte, con i nuclei familiari sempre più piccoli servono risposte come quella che viene data oggi con questra struttura». Il sindaco Michele De Pascale ha spiegato che la genesi del progetto risale al 2014, quando l’amministrazione guidata da Fabrizio Matteucci, si rese conto che c’era un problema sul fronte della non autosufficienza: «Così le soluzioni venivano ricercate sul fronte delle case famiglia, che sono risorse importanti ma che non sono dedicate a quel tipo di ospiti. Si è iniziato così un lungo percorso che ha il suo punto di arrivo con questa inaugurazione».

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