“Ravenna musica” punta sui giovani italiani: il cartellone

Per prima cosa, a risuonare sotto le luci della Sala Corelli sono le note del primo movimento della Sonata in fa maggiore di Sibelius: si apre così, ieri mattina, la presentazione del cartellone di Ravenna musica 2022 che nei prossimi mesi dal 12 febbraio al 17 maggio si offrirà alla città. L’Associazione musicale Angelo Mariani sembra voler sottolineare così, da subito, i tratti che ispirano la prossima programmazione ma che sono da sempre alla base dell’azione del sodalizio ravennate, che tra due anni si appresta a festeggiare i 60 anni dalla fondazione.

Attenzione ai giovani, sempre, come sottolinea il presidente Ernesto Alfieri, ma soprattutto alla qualità della proposta artistica, una qualità a cui – lo ribadisce con forza il direttore artistico Romano Valentini – non si può rinunciare neppure in momenti difficili come quello che siamo costretti ad affrontare: anzi «è quando ci si trova di fronte ad ostacoli che sembrano insormontabili che ci si guarda meglio attorno fino a trasformarli in risorse». Per esempio, spiega: «Se ancora è difficile ospitare complessi orchestrali internazionali, si sono individuate realtà italiane di particolare valore a cui affiancare solisti di indiscussa fama o con le quali intraprendere inediti progetti, proiettandosi anche nel versante contemporaneo, con musiche commissionate a compositori del nostro tempo».

Vittorio Calamani

È in questo quadro che certo va vista la presenza dell’Orchestra Filarmonica “Vittorio Calamani”, ieri rappresentata dalla sua direttrice artistica Anna Leonardi (tra l’altro oboista dell’Orchestra Cherubini), che si esibirà diretta da Pasquale Corrado il 31 marzo, e con cui la “Mariani” ha imbastito un progetto triennale: ogni anno sarà dedicato a uno strumento solista per il quale verrà commissionata una nuova composizione; si inizia intanto con la chitarra, quella di Andrea Monarda, alle prese con la prima esecuzione di un nuovo Concerto di Alessandro Solbiati.

“Ho bisogno di un eroe”

Un nuovo approccio progettuale è anche quello da cui nasce la serata intitolata, il 26 aprile, “Ho bisogno di un eroe”. A spiegarla il musicologo e drammaturgo Guido Barbieri: è a lui che la “Mariani” si è rivolta per sviluppare l’idea di celebrare con una nuova produzione la prossima apertura (si auspica nel giugno ’22) di Palazzo Guiccioli, come sede italiana della Byron Society nonché come Museo del Risorgimento. Così, il testo che egli sta approntando indaga la «vita ardente e temeraria di Teresa Guiccioli e del suo amante Lord Byron» e sarà affidato, nello scenario del palazzo stesso, alla recitazione di Mascia Foschi, mentre a sostenerlo musicalmente sarà Jacopo Rivani sul podio dell’Orchestra Corelli con musiche ispirate ai più diversi autori dalla poesia di Byron, tra cui una nuova pagina, appositamente pensata dal compositore Paolo Marzocchi. In prima esecuzione sarà anche un’opera di Orazio Sciortino, in veste anche di pianista e direttore dell’Orchestra di Padova e del Veneto alle prese anche con Mozart e Schubert (4 maggio).

Le Orchestre

Ma sono molte le orchestre in programma: a cominciare da quella del Comunale di Bologna che inaugura il cartellone diretta da Oksana Lyniv e soprattutto affiancata dal giovane che le scorse settimane tanto ha fatto parlare di sé imponendosi al Concorso Paganini: il ventenne violinista Giuseppe Gibboni. Ma l’elenco dei solisti non finisce qui, con pianisti quali Paolo Restani (27 febbraio), Louis Lortie (2 marzo) e Alexander Kobrin (20 aprile) e di violinisti come Ilya Gringolts (14 marzo) e Stefan Milenkovich (17 maggio). Per info: 0544 249244; 39837.

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