Ravenna, musica da saloon per gli Est

È uscito il 20 dicembre un nuovo singolo degli Est (Electric String Trio) dal titolo “Honky tonky”, un divertente ed energico brano elaborato sulla colonna sonora del film “Una pistola per Ringo”, firmata da Ennio Morricone. In questo brano, che nella versione originale era una breve traccia di meno di un minuto, il maestro ha inserito il tema di “Silent night”, rivisto su un allegro ritmo da saloon: honky tonky, appunto.

Perfetto quindi per il clima natalizio, il brano è disponibile per il momento sugli store digitali, ma l’intenzione della band romagnola è di inserirlo prossimamente in un album dedicato a Morricone, sulle cui composizioni gli Est lavorano da tempo. Ce lo dice il violoncellista Antonio Cortesi, che con il violinista Nicola Nieddu e il contrabbassista Luca Di Chiara forma il trio.

«Quando siamo nati nel 2016, il nostro primo concerto è stato in piazza a Ravenna in una serata dedicata a Morricone, in cui ci fu chiesto di arrangiare alcuni suoi brani. Da allora l’abbiamo suonato molte altre volte, ma non abbiamo mai tradotto questo lavoro in un disco».

Con “Honky tonky” chiudete in allegria un anno che di allegria ne ha vista davvero poca, scomparsa di Morricone a parte.

«Il 2020 è stato anche per noi, come per tutti, un anno durissimo, ma artisticamente ci ha portato tante opportunità: siamo riusciti a suonare dal vivo, nonostante tutto, e abbiamo aperto e chiuso in novembre l’importante Bellinzona film festival in Svizzera. Anche in quell’occasione ci è stato chiesto di lavorare sulle pagine di Morricone e noi, contrariamente a quanto si fa di solito, invece di uno dei tantissimi brani famosi, abbiamo scelto “Honky tonky”, un brano meno conosciuto ma decisamente più allegro e “natalizio” del repertorio più impegnato del maestro. È stato divertente espandere i cinquanta secondi del brano originale, con l’intenzione di portare un po’ di allegria».

Divertimento e allegria sono tratti caratteristici non solo di questo brano, ma più in generale del vostro progetto, nonostante usiate strumenti classici.

«I miei compagni e io abbiamo percorsi artistici e di vita diversi: nel mio caso, ad esempio, il mio vero lavoro è quello di talent scout per una casa discografica a Milano, quindi gli Est per noi sono soprattutto un divertimento. Se ci divertiamo noi possiamo divertire anche il pubblico».

Vi accompagna da sempre il parallelo con i Quintorigo, con cui condividete l’origine romagnola e l’utilizzo di strumenti classici a fini pop: vi disturba?

«Ovviamente no. Siamo grandi fan dei Quintorigo fin dai tempi in cui c’era John De Leo alla voce, più di vent’anni fa. È bello che ci siano nel nostro territorio più realtà di questo tipo, anche se credo che noi abbiamo un approccio un po’ diverso rispetto ai Quintorigo, meno serio, in senso positivo».

Oltre al progetto su Morricone, cosa prevede il nuovo anno per voi?

«Siamo finalisti in un premio dell’Associazione Bixio che riguarda il rifacimento di colonne sonore, e noi per quell’ambito abbiamo scelto di rielaborare “Profondo rosso”, che uscirà già in gennaio. Non è una scelta molto originale, perché si tratta di una delle più famose colonne sonore italiane, ma in quell’occasione mostreremo un lato un po’ più serio di noi. A differenza dell’originale dei Goblin, che era elettronico, noi useremo solo strumenti acustici, ma ci sarà la sorpresa di qualche suono distorto che ricorda una chitarra elettrica. Il progetto cui teniamo di più per il 2021 è però il nostro primo disco di inediti, che speriamo di realizzare presto».

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