Ravenna: muore dopo avere assunto eroina. Indagato il pusher

Stroncato da una dose di eroina. È questa, con tutta probabilità, la causa della morte di un 49enne di origini napoletane, trovato senza vita il 17 dicembre scorso a Lido Adriano, dove risiedeva. Un decesso per il quale, fin dai giorni seguenti, la Procura ha circoscritto i sospetti su un presunto responsabile: il pusher, identificato dagli inquirenti in un 39enne di origini tunisine, con il quale l’uomo deceduto era stato visto confabulare poche ore prima di andare in overdose. Ora è indagato per omicidio, oltre a essere accusato di spaccio. Ma il punto cruciale riguarda la sostanza killer. Per questo, dopo avere incaricato i carabinieri di Lido Adriano di perquisire la casa in cui lo straniero risiede, il sostituto procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi ha disposto anche l’autopsia sul cadavere per verificare se la dose di stupefacente trovata nella sua abitazione sia la stessa che ha ucciso il 49enne.

Visti insieme al bar

Vittima e spacciatori erano stati visti insieme all’interno di un bar a Lido Adriano, il giorno stesso del decesso. I testimoni sentiti nel corso delle indagini avrebbero descritto la classica dinamica della cessione delle dosi di droga. Uno scambio con fare circospetto, non è chiaro se avvenuto all’interno o alle porte del locale pubblico. Dopo la morte del 49enne, è bastato sentire i testimoni che per ultimi lo avevano visto in vita, per arrivare al nome del tunisino. Così il pm ha incaricato d’urgenza i militari della locale Stazione di effettuare una perquisizione in cerca di droga nel suo appartamento e in qualsiasi altro luogo nella sua disponibilità, in cui potesse nascondere le dosi. La ricerca non è stata difficile; proprio in casa dell’uomo gli inquirenti hanno trovato un modesto quantitativo di eroina, che è stato sequestrato in vista della comparazione con la sostanza che ha ucciso il 49enne.

Tre giorni dopo il decesso, è stata disposta pertanto l’autopsia, avvisando anche l’indagato, ora difeso dall’avvocato Luca Donelli. Sarà proprio l’esame tossicologico a stabilire se la sostanza è la stessa che non ha lasciato scampo al cliente.

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