Ravenna, movimenti sospetti in auto Ma era un cacciatore di Pokémon

Era stato visto fermarsi in più di un’occasione nel cuore della notte vicino a un capannone, armeggiare col telefonino come se stesse riprendendo qualcosa e allontanarsi. Una segnalazione pervenuta alla Polizia che si è sommata ad altre, sia nella stessa zona artigianale a sud di Ravenna che in altre parti del litorale, facendo così scattare le indagini della Squadra mobile. Il sospetto iniziale era che quei passaggi potessero rappresentare sopralluoghi per mettere a segno qualche furto, ma era anche stata presa in considerazione la possibilità che potessero celare traffici di droga o prostituzione. Alla fine si è invece scoperto che il giovane alla guida, un 30enne, altro non era che un cacciatore di Pokémon.

Un gioco che qualche anno fa si era trasformato in mania collettiva, ma che a quanto pare continua ad avere un seguito di appassionati. Come il ragazzo identificato dai poliziotti ai quali, appreso il motivo di quegli strani spostamenti, deve essere scappato un sorriso. Nessun allarme e nessuna conseguenza per il giovane. Ma anche se brevi, le indagini sono state serrate. Quelle soste vicino al magazzino nelle primissime ore del mattino di inizio settimana avevano fatto sorgere sospetti. Dubbi che si erano acuiti quando, dopo essere riusciti a risalire alla targa della vettura e da quella al proprietario, era emerso che il veicolo in diverse circostanze era stato intercettato dai varchi targa system sempre di notte o all’alba in altre strade isolate; passaggi in una direzione a cui pochi istanti più tardi ne erano seguiti altri nel verso opposto. Solo quando gli agenti si sono presentati a casa sua è stato svelato l’arcano: il ragazzo, operaio turnista incensurato, effettuava quelle soste e quelle deviazioni in orari insoliti mentre andava o rientrava dal lavoro solo per immortalare con lo smartphone i Pokémon.

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