Ravenna. Minacciata con coltello alla gola, si nasconde sull’albero

Per scappare dal compagno violento che l’aveva presa a calci e schiaffi, arrivando anche a puntarle un coltello alla gola, si era rifugiata su una casetta sull’albero. Lì, stesa sul pavimento, l’avevano trovata i carabinieri, chiamati da chi aveva udito le sue urla: sanguinante, con lividi in tutto il corpo ed evidenti segni delle percosse subite al volto, la donna era terrorizzata all’idea che il compagno la trovasse. Aveva le sue ragioni: perché quando è tornato, non si è fatto problemi a riprenderla a schiaffi, anche davanti ai militari. Era solo la punta di un iceberg fatto di continue violenze che solo a quel punto la vittima, una 30enne di origini pugliesi, ha deciso di denunciare facendo finire a processo l’ormai ex compagno, un 34enne di Cellamare (Bari) per maltrattamenti. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Furnari, ha patteggiato a un anno e mezzo con pena sospesa.

Le urla nella roulotte

Risale all’estate scorsa l’intervento dei carabinieri a Savio, nei pressi di un ristorante in viale dei Lombardi. Era la notte tra il 2 e il 3 luglio quando i militari della Compagnia di Cervia-Milano Marittima furono inviati sul posto su segnalazione di un avventore del locale. Aveva sentito le grida della donna provenire all’interno di una roulotte parcheggiata a poca distanza. All’arrivo della pattuglia, tuttavia, all’interno del mezzo non c’era nessuno; la porta danneggiata lasciava pensare a una fuga repentina o a un’irruzione improvvisa. Erano così iniziate le ricerche nella vasta area circostante, tra campi e stradine di campagna. Fino a scorgere, nel buio, la casetta sull’albero nella quale si era nascosta la 30enne. Non era bastata la presenza degli uomini dell’Arma a placare il fidanzato. Vedendo che la donna era stata trovata si era rifatto vivo, e con il giusto tempismo aveva colto l’attimo propizio per mollarle un ceffone.

Bastonata con una scopa

Portata al sicuro, la ragazza aveva poi denunciato almeno tre anni di vessazioni, iniziate ancor prima di giungere in Romagna, dove la coppia era arrivata da appena una settimana per lavorare proprio nel vicino ristorante, trovando come sistemazione per la notte la roulotte messa a disposizione dal datore di lavoro. Quella sera – ha riferito ai militari –, la discussione era nata per una serie di offese reciproche ai rispettivi genitori. Parole alle quali il 34enne aveva aggiunto anche pugni, schiaffi, calci al costato, pure minacce di morte indirizzate alle figlie della donna. Le aveva poi puntato un coltello alla gola lasciandole segni di escoriazioni sul collo; infine l’aveva percossa con un manico di scopa, procurandole lesioni per 21 giorni di prognosi.

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