RAVENNA. Agli agenti che l’avevano soccorsa in stazione assieme all’ambulanza la notte del 14 agosto, aveva raccontato di essere stata stuprata. Aveva riferito di un’auto, sulla quale era salita dopo essere scesa dal treno; il conducente – secondo la denuncia – l’aveva condotta in una stradina appartata nella campagna ravennate, per poi abusare di lei. Tuttavia, quando le indagini della polizia di Stato hanno cercato di chiarire i contorni di una vicenda affatto nitida, le versioni divergenti raccontate dalla presunta vittima si sono moltiplicate. Così, non trovando riscontri sulla violenza denunciata, il fascicolo aperto dalla Procura a carico di ignoti è stato ora archiviato.

La richiesta di aiuto

Già la notte dei fatti, quando la ragazza (una 25enne bolognese) era stata assistita e portata al pronto soccorso, i medici non avevano trovato evidenze di una violenza sessuale. Avevano invece constatato che era ubriaca in quelle ore, con un tasso alcolemico nel sangue attorno ai 2 g/l; valore talmente elevato che non aveva agevolato la ricostruzione dei fatti. La giovane aveva comunque riferito alcune circostanze specifiche: l’auto sulla quale era salita, in effetti, figurava nelle telecamere di sorveglianza presenti nei dintorni della stazione ferroviaria. I dettagli tuttavia si erano sovrapposti: prima aveva detto di essere stata legata ai polsi, successivamente aveva cambiato versione, dicendo di essere stata denudata. Dai video recuperati dagli inquirenti non c’era traccia del conoscente con il quale aveva raccontato di essere scesa dal treno. Aveva anche riferito di non avere soldi, poi di essersi addormentata.

L’auto

Su un aspetto gli accertamenti della Squadra Mobile avevano trovato riscontri. La ragazza era stata inquadrata salire su un’auto, pare, dopo avere accolto l’invito del conducente di bere qualcosa. La vettura era infine tornata in stazione scaricando la 25enne, la quale, attorno alle 23, aveva chiesto aiuto. I contorni appannati di quella richiesta di soccorso non avevano rallentato le indagini, che sono andate avanti sentendo altre persone, presenti nella zona. E ora propendono per ritenere che quella notte non sia avvenuta alcuna violenza sessuale. FED.S.

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