Ravenna, medico morto: l’autopsia infittisce il giallo

Non c’è evidenza nel corpo del dottor Danilo Molducci di infarto, embolia polmonare o emorragia cerebrale. Insomma, non sono emerse tracce macroscopiche delle principali cause di morte naturale. È questo il primo riscontro dell’autopsia eseguita ieri mattina sulla salma del medico di base in pensione, morto venerdì scorso alla vigilia dei 68 anni nella sua casa di Campiano, frazione delle campagne ravennati. Si va avanti, dunque, nell’indagine che attualmente vede iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario il figlio del defunto, Stefano Molducci, 39enne di Castrocaro Terme segretario uscente del locale circolo del Pd, e la collaboratrice domestica 51enne, che viveva in casa con la vittima. Il medico legale veronese Dario Raniero incaricato dal sostituto procuratore Angela Scorza si è preso 90 giorni per completare la relazione, che – va detto – potrà cercare anche altre cause di morte naturale non rintracciabili nell’immediatezza dell’esame, come una possibile aritmia. Saranno necessari insomma ulteriori accertamenti, presumibilmente di tipo istologico, ma anche nuove analisi di laboratorio che si avvarranno di testi tossicologici. E qui si va in tutt’altra direzione, vale a dire quella di un ipotetico avvelenamento.

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