Ravenna, medico critico sulle mascherine anche durante il ricovero

Resta ricoverato dalla vigilia di Pasqua nel reparto di malattie infettive a causa di una polmonite bilaterale il medico ravennate critico su vaccini e mascherine (che si è rifiutato di indossare anche al momento dell’arrivo al pronto soccorso, come evidenziato nella scheda di accesso) risultato contagiato dal coronavirus. Un quadro respiratorio e radiologico, il suo, valutato al limite, tanto che oltre a sottoporlo a una tac nel tardo pomeriggio di ieri e a una ventilazione forzata, la sua situazione clinica è seguita sia dagli infettivologi che dagli pneumologi per valutarne l’evoluzione e, in caso di aggravamento, l’eventuale necessità di un trasferimento in terapia sub intensiva. Una vicenda anticipata ieri dal Corriere Romagna (l’articolo, a differenza della versione on line, era però uscito con caratteri e simboli alterati e poco leggibili sull’edizione cartacea a causa di un problema in fase di stampa, di cui ci scusiamo con i lettori) che ha sollevato non poche polemiche e che rischia di avere strascichi su più fronti, sia professionali che clinici.

Le possibili conseguenze

L’Ordine dei medici, come rimarca il presidente Stefano Falcinelli, «ha già messo in atto da tempo le procedure che gli competono nelle forme, nei modi e nei tempi previsti dalle norme vigenti». Frase che lascia aperta la porta anche a possibili sanzioni disciplinari che potrebbero essere adottati. Ma il caso è seguito con attenzione anche dall’autorità giudiziaria. Al momento non risultano aperti fascicoli, nemmeno conoscitivi, proprio perché allo stato attuale non sono state ravvisate ipotesi di reato quanto piuttosto profili sanzionabili dal punto di vista professionale. Fermo restando che molto dipenderà dall’evoluzione delle cose. Qualora dovesse emergere che tra i suoi pazienti c’è stata un’esposizione a lui riconducibile o nell’ipotesi in cui dovesse essere individuato come causa di un focolaio, in astratto per il medico potrebbe prefigurarsi la fattispecie dell’epidemia colposa.

Assistiti in quarantena

Dal punto di vista epidemiologico, invece, molti dei suoi assistiti sono in fibrillazione: l’Ausl Romagna, attraverso il personale dell’Igiene pubblica, ha avviato una vasta attività di tracciamento che ha riguardato una cinquantina di pazienti seguiti nei due ambulatori in cui il professionista positivo al covid svolge la sua attività, a cui si sommano i relativi familiari e contatti stretti per un totale di oltre 150 persone. Gli interessati sono stati contattati dal personale sanitario, invitati a restare in isolamento e a comunicare all’Ausl eventuali variazioni di salute mentre si sta valutando la programmazione di tamponi per tutti.

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