Ravenna, maxi-evasione fiscale: sequestrati crediti per 1,2 milioni a imprenditore della moda

All’epoca Angelo Lupis le aveva tentate tutte per evadere il Fisco, compresa la finta vendita del brand a compratori elvetici, lo spostamento dei conti correnti in America e la finta residenza in Svizzera. Gli era andata male, perchè la Guardia di finanza aveva scoperto tutti questi movimenti e accertato un’evasione fiscale da cinque milioni di euro, arrivando a sequestrare nel 2018 il noto brand di scarpe (Ishikawa) gestito dall’imprenditore. Oggi gli è andata male di nuovo, perchè la Guardia di finanza ha sequestrato in via cautelare 1,2 milioni di euro che Lupis doveva avere da un’azienda pugliese e che aveva cercato di farsi riconoscere in Tribunale: serviranno a ‘rimediare’ in parte alla maxi evasione commessa e non ancora saldata. La vicenda di Lupis e delle scarpe Ishikawa era nota, risale a diversi anni fa: il nodo cruciale dell’inchiesta nei confronti dell’imprenditore proprietario del noto brand di scarpe casual fu nel 2018, quando la Guardia di finanza fece scattare un maxi-sequestro nei confronti di Lupis, accusandolo di aver occultato al Fisco i proventi dell’attività commerciale (imposte dirette e Iva) in vari modi, prima trasferendo i guadagni su conti correnti intestati a terze persone per poi spostarli su depositi bancari accesi negli Stati Uniti. Poi, spiega ancora la Finanza in una nota, “con la crescita delle vendite sul mercato internazionale ed online, la proprietà del marchio sarebbe stata fittiziamente ceduta ad una società elvetica, così da trasferire in quello Stato estero le ulteriori royalties derivanti dalla concessione a terzi del diritto di utilizzo del brand”.

Infine, sempre anni addietro, Lupis aveva anche “fittiziamente spostato in Svizzera la propria residenza, continuando così ad operare in Italia in completa evasione d’imposta”.Oggi a questa ‘vecchia’ vicenda si aggiunge un ulteriore tassello. La Guardia di Finanza e la Procura di Ravenna, infatti, avendo saputo che Lupis si era rivolto al giudice civile contro una società pugliese in passato licenziataria del marchio vantando crediti relativi alle royalties per 1,2 milioni di euro, hanno pensato di muoversi per assicurare questo denaro alle casse dello Stato, visto l’ammontare della precedente evasione contestata all’imprenditore.

Ora questi crediti sono stati sequestrati (a Putignano, in provincia di Bari) “a ristoro delle imposte a suo tempo evase”. Lupis, che è tuttora imputato di omessa dichiarazione dei redditi prodotti in Italia e di occultamento delle scritture contabili, ora dunque non potrà mettere le mani su quell’1,2 milioni di euro che si aspettava di vedersi riconosciuto in Tribunale. L’imprenditore si era rivolto al giudice civile, spiega ancora la Gdf, “sia personalmente che tramite una società anonima di diritto svizzero che sarebbe comunque a lui riconducibile”, chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di crediti commerciali. L’odierna attività, conclude la Gdf nella nota, “testimonia l’attenzione riposta dalla Procura della Repubblica procedente e dalla Guardia di Finanza di Ravenna, quale polizia giudiziaria a specializzazione economico finanziaria, nell’aggressione ai beni e alla ricchezza illecitamente accumulati dagli evasori fiscali, monitorando le variazioni patrimoniali degli stessi nel tempo, fino al completo ristoro del danno finanziario all’epoca provocato dalle condotte delittuose poste in essere”. 

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