Ravenna, “massaggi” alla figlia della compagna: pena ridotta per il patrigno

La condanna a 7 anni ricevuta in primo grado per violenza sessuale nei confronti della figlioletta della compagna è stata ridotta in appello a 5 anni e 4 mesi. Una “via di mezzo”, comunque superiore alla pena chiesta dalla procura generale (4 anni) ritenendo eccessiva quella inflitta nel 2017 dal tribunale di Ravenna per una serie di palpeggiamenti ai danni di una ragazzina nemmeno 14enne, e per certi massaggi praticati con una crema indicata per le parti intime. Si è chiuso così, ieri mattina a Bologna, il secondo grado di giudizio per un 49enne, a suo tempo accusato insieme alla madre della vittima.
La madre chiuse un occhio
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2012 e il 2014, a Ravenna. Stando alla versione dell’accusa, l’uomo in più occasioni avrebbe costretto la ragazzina a subire dei palpeggiamenti al seno che la madre non solo non avrebbe impedito o scoraggiato, ma avrebbe addirittura giustificato di fronte alla figlia. Nell’episodio più grave, il patrigno avrebbe invece indugiato sulle zone intime con una crema vaginale.

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