Ravenna, lutto nell’arte Morto il mosaicista Carlo Signorini

RAVENNA. Lutto nel mondo dell’arte ravennate. Domenica a Vianden in Lussemburgo è morto il mosaicista Carlo Signorini. Socio onorario dell’associazione Dis-ordine, in lutto per la scomparsa dell’artista, Signorini era nato nel 1941 a Ravenna, destinato a dar seguito alla gloriosa tradizione famigliare del mosaico ravennate, iniziata col bisnonno Alessandro Azzaroni, il nonno Ulderico David e affermata soprattutto dal padre Renato Signorini. Diplomato all’istituto statale d’arte “Severini” ha assunto l’incarico di assistente ai corsi di mosaico dell’Accademia di Belle Arti. Abbandonato l’insegnamento nel 1973, assieme al padre fondò lo studio “Il mosaico” dove nell’arco di un ventennio collaborerà con i più importanti artisti internazionali come Bay, Dorazio, Ernie, Lanskoy, Pirro, Migneco, Guidi, Guttuso, Afro, Richter, Schifano, Severini, interessati a sperimentare il linguaggio della tecnica musiva per realizzare importanti opere e interi cicli come l’Albero della Vita, di Paladino al Parco della Pace di Ravenna con il coinvolgimento dei giovani ex-allievi dell’Istituto d’Arte.

Oltre alla ricerca artistica Carlo Signorini realizzerà in collaborazione con diverse Soprintendenze archeologiche importantissimi restauri fra cui i mosaici pavimentali della Villa romana di Piazza Armerina e il famoso Albero della Vita del pavimento nella cattedrale di Otranto, con un cantiere che coinvolse il suo studio e gli ex-allievi del corso di restauro del “Severini” dal 1986 al 1992.

Nel 1995 si è trasferito a Vianden in Lussemburgo per la realizzazione di un impegnativo progetto espositivo del Granducato in occasione della capitale europea della Cultura. Il successo di questa iniziativa l’aveva indotto a trasferire in Lussemburgo definitivamente la sua attività di promozione del mosaico.

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