Ravenna, locali pronti ad aprire prima. Resta il nodo aperitivi

Anche se in concreto da domani non cambia nulla, il ritorno nella zona arancione viene visto dai proprietari e gestori di ristoranti e bar come un passo in avanti verso una situazione di maggiore normalità. I quali si dicono pronti a riaprire appena sarà possibile, «anche domani, se è consentito, in modo da far ripartire il nostro settore, con tutte le precauzioni del caso».

Al momento i locali devono infatti continuare a limitarsi ai servizi di asporto e delivery, ma in questi giorni si è acceso il dibattito per un anticipo della riapertura a 360° già in occasione del 25 aprile. Il tutto nonostante la persistenza della zona arancione, prevista per tutto questo mese, reso possibile da nuove modalità in tema di protocolli di sicurezza più rigidi basati su prenotazione obbligatoria, rilevazione della temperatura dei clienti e pagamenti solo in via elettronica o digitale.

A mettere i bastoni tra le ruote soprattutto ai locali all’aperto, i cosiddetti “street bar” presenti nel centro di Ravenna ma anche sul lungomare dei vari lidi, ci potrebbe essere un’altra restrizione, quella che consente la consumazione solo ai tavoli, in modo da scongiurare assembramenti all’esterno delle strutture. Un’iniziativa che anche in questo caso trova la disponibilità in particolare dei baristi, pronti ad aumentare il sistema di controllo con l’utilizzo di personale dedicato.

In tale contesto è in programma per martedì una manifestazione da parte dei ristoratori della Fipe, a cui sarà presente anche il presidente provinciale di Confcommercio, Mauro Mambelli. «Questa protesta segue un periodo di grande pressione da parte nostra, con la speranza entro un paio di settimane di poter riaprire le attività. Chiediamo un allentamento delle restrizioni, che ci stanno provocando un danno psicologico oltre che economico. A prescindere dal giallo o dall’arancione, la nostra intenzione è quella di poter servire i clienti al tavolo almeno per l’orario di pranzo, nei giorni lavorativi».

I ristoratori, inoltre, si dicono pronti ad abbracciare protocolli più restrittivi, se necessario. «Tutti riaprono, lo vogliamo fare anche noi, sempre però in un’ottica di un piano a lungo termine, cercando di fare in modo di non chiudere di nuovo tra qualche settimana. Inoltre sarebbe giusto seguire di pari passo la situazione sanitaria – termina Mambelli – diminuendo in modo progressivo le restrizioni nel caso di un miglioramento».

Un discorso molto simile coinvolge i bar, che sulla questione aperitivi potrebbero essere colpiti in modo maggiore delle restrizioni e sui quali ci potrebbe essere una distinzione rispetto ai ristoranti. Come sottolinea Cino, uno dei soci del Fresco nel centro storico e del Mowa a Marina di Ravenna, «quello che ci sarà da fare, noi lo faremo, al meglio delle nostre possibilità. Già in passato abbiamo effettuato dei controlli all’esterno dei nostri locali, grazie al personale dedicato, e siamo pronti a replicare questo servizio. C’è tanta voglia di riaprire, ma soprattutto c’è bisogno di farlo per una questione economica e di occupazione, altrimenti il piatto piangerà davvero».

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