Ravenna, le urla di Ilenia: «Basta, ti prego, smettila». Il racconto della testimone dell’omicidio

Alla terza udienza del processo per l’omicidio di Ilenia Fabbri è il giorno delle deposizioni della figlia Arianna Nanni e dell’amica imolese Arianna Massioni, testimone oculare del brutale omicidio della 46enne faentina avvenuto il 6 febbraio. Sono accusati dell’omicidio l’ex marito Claudio Nanni e l’amico Pierluigi Barbieri, che la Procura ritiene rispettivamente il mandante e l’esecutore materiale del delitto.

Arianna Massioni, imolese, 20 anni compiuti da poco, all’epoca dell’omicidio era la fidanzata di Arianna, figlia di Ilenia e Claudio Nanni, ed era rimasta in casa della vittima quando, intorno alle 6 di mattina, Pierluigi Barbieri è entrato, secondo l’accusa incaricato dall’ex marito della vittima, per uccidere la 46enne. La 20enne ha descritto lo choc nel sentire le sue urla, e la decisione di chiamare la fidanzata, che era appena uscita dall’abitazione per salire in auto con il padre e andare a comprare un’auto. “Ho sentito Ilenia gridare ‘Chi c’è in casa? Chi sei? Cosa vuoi?’. Le urla provenivano dalla camera di Ilenia, io ero nella stanza di fronte, ho aperto uno spiraglio della porta e ho visto un uomo di spalle, alto, robusto, con i capelli molto corti. Era di corsa e scendeva le scale. Io mi sono chiusa in camera a chiave e ho chiamato subito Arianna, pensavo ci fosse un ladro che stava picchiando Ilenia. Le ho detto di tornare indietro, poi ho ritelefonato al telefono del padre mentre lei chiamava i soccorsi”.
L’aggressione ha detto la testimone, è durata 15, massimo 20 minuti: “Sentivo le grida di Ilenia, dei botti come se bussassero alla porta, 4 o 5 rumori come pugni nel muro, poi un gran silenzio. Ho sentito Ilenia urlare ‘Basta, ti prego, smettila’, infine un ultimo urlo e poi basta”.

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