Ravenna, lavoro finto per truffare l’Inps: in 15 a processo

RAVENNA. Non più di due settimane fa erano stati arrestati per lo scandalo del “caporalato” nelle due case famiglia che gestivano, dove i dipendenti erano costretti a lavorare in condizioni disumane. Ieri invece, i coniugi Denis Gualandi e Antonella Michela Tassinari sono stati rinviati a giudizio assieme ad altre 13 persone, complici di un gioco di assunzioni e licenziamenti fittizi finalizzato a incassare i soldi della disoccupazione.
Un “giochino”, quello che sarebbe stato architettato da Franco Corrado, 56enne originario di Predappio e titolare di “Hrocca” ditta edile con sede legale a Castrocaro Terme, che più o meno funzionava in questo modo: assumeva e versava regolarmente i contributi a tutti i dipendenti. Peccato però che nessuno di loro lavorasse. A fare fede era la carta: lettere di assunzioni e di licenziamenti, presentate dopo un periodo di lavoro fittizio sufficiente per chiedere la disoccupazione all’Inps.

L’articolo nell’edizione di oggi del Corriere Romagna

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