Ravenna. la “Talpa” licenziata dal Comune, La Pigna: “Esagerati”

«Ci dispiace dover apprendere che un dipendente comunale ha perso il lavoro per fatti che, in qualche modo, riguardano la lista che rappresento». A parlare, dopo il licenziamento della presunta “talpa” all’interno dell’ufficio edilizia del Comune di Ravenna, è Veronica Verlicchi, capogruppo e candidata sindaca della Pigna. Parole forse dovute le sue, perché l’inchiesta aperta qualche mese fa dalla Procura della Repubblica a carico dell’ormai ex dipendente comunale e di sua moglie coinvolge, anche se senza indagati, la lista civica di opposizione. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’indagato ha infatti ammesso di essersi impossessato di un parere negativo di Arpae sul polo scolastico di via Vicoli (episodio che ha fatto scattare l’inchiesta) e di averlo inoltrato via cellulare all’esponente di spicco della Pigna Roberto Ticchi che, non essendo un consigliere comunale, non avrebbe però potuto ottenerlo.

«In ogni caso – commenta Verlicchi – non posso non dire che, a mio avviso, si tratta di un provvedimento esagerato. Sarebbe bastato un richiamo, dato che stiamo comunque parlando di un documento assolutamente non secretato, che avrei potuto ottenere tramite un accesso agli atti. Forse, in questa vicenda, c’è stato un errore di ingenuità, ma per fermare un progetto che, a nostro avviso, andava contro la salute dei bambini. Evidentemente – aggiunge – questo licenziamento ha un obiettivo preciso: colpirne uno per educarne cento».

Il provvedimento

L’ufficio del personale di Palazzo Merlato aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei due dipendenti a inizio maggio, quando era divenuta di dominio pubblico l’indagine a loro carico aperta dal sostituto procuratore Vincenzo Antonio Bartolozzi per i reati di accesso abusivo a sistema informatico, peculato e rivelazione di segreto d’ufficio in concorso.

Dopo essere stati sentiti dagli inquirenti, marito e moglie sono stati chiamati a rendere conto di quella fuga di informazioni anche in Municipio. Al Comune l’uomo (assistito insieme alla consorte dall’avvocato civilista di Rimini Claudia Labate, il legale Federica Montanari li sta invece seguendo sotto il profilo penale) ha sostanzialmente ribadito quanto detto al magistrato, ossia che sarebbe stato solo lui l’autore di quelle rivelazioni, scagionando di fatto la moglie da ogni addebito. Dopo quasi due mesi è arrivata la decisione dell’ufficio del personale, che ha licenziato l’uomo e non la donna. Quasi sicuramente verrà fatto ricorso contro il provvedimento di Palazzo Merlato, anche se i legali ancora non si esprimono.

Al terzo piano del Tribunale e negli uffici della polizia locale, nel frattempo, vanno avanti le indagini – nel corso delle quali sono stati sequestrati supporti informatici, cellulari, computer e qualsiasi altro strumento per connettersi a internet in uso ai due indagati – per capire se il passaggio di informazioni alla Pigna fosse avvenuto anche in altre occasioni e non solo per il polo scolastico di via Vicoli.

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