Ravenna. Il Premio Guidarello ad Annamaria Gradara del Corriere Romagna VIDEO

RAVENNA. Il giornalismo d’autore fa tappa a Ravenna, ed è la 51ª volta. Ieri pomeriggio al teatro Alighieri la cerimonia di premiazione del Premio Guidarello. Condotta da Bruno Vespa, presidente della giuria nazionale del premio, e presentata da Ilaria Iacoviello, volto di Sky Tg 24 romana di nascita e ravennate di adozione, la cerimonia ha visto protagonisti i nove premiati di questa edizione: tre per il giornalismo nazionale, tre per la sezione Romagna, uno per il turismo e due speciali riconoscimenti alla carriera.

Impossibilitato a partecipare per ragioni di salute l’ex ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, a cui è andato il Guidarello ad honorem «per lo spirito di servizio con cui ha saputo gestire un tema prioritario e delicatissimo in una fase di criticità e smarrimento senza precedenti».

Un premio che introduce in maniera netta il tema energetico, attraverso le parole di Roberto Bozzi, presidente di Confindustria Romagna: «Non possiamo permetterci veti né capricci sul tema energetico: oggi abbiamo un piano nazionale che sta lavorando per l’emergenza, ma abbiamo bisogno anche di un piano nazionale di lungo termine certo e condiviso a tutti i livelli per poter attuare concrete strategie e investimenti di lungo periodo, un piano che guardi non solo alla sostenibilità ambientale ma anche quella economica». Bozzi evidenzia anche l’altro tema importante di questa edizione del premio, la guerra in Ucraina: «Siamo orgogliosi di premiare chi continua a raccontarcela ogni giorno, con ogni mezzo possibile. Il Guidarello è un premio al giornalismo, un mestiere antico e nobile che cambia forma e canali, ma non la sua sostanza: raccontare i fatti dall’interno, aprendo, a chi ha la pazienza di leggere e ascoltare, uno sguardo su eventi lontani solo geograficamente, ma che ci toccano molto da vicino sotto il profilo umano, sociale ed economico».

E non poteva mancare l’omaggio a Walter Della Monica, ideatore del premio Guidarello: «Un monumento alla cultura cittadina a cui va la nostra stima e gratitudine», ha concluso Bozzi.

I premi per la sezione Romagna vanno, per la sezione audiovisivi, a Filippo Nicosia per il documentario “Ravenna. Un tesoro d’acqua” andato in onda nella trasmissione di Rai 3 “Storia delle nostre città”, ideata e realizzata da Mario Paloschi; per la sezione cultura a Paola Novara, per il libro “La Romagna delle pievi”; per la sezione società alla collega Annamaria Gradara, per l’articolo “Addio a Monica Vitti. Indimenticabile in Deserto Rosso”, pubblicato sul Corriere Romagna. «Antonioni scelse Ravenna probabilmente per il paesaggio industriale che all’epoca rappresentava qualcosa di nuovo – ha sottolineato Gradara, intervistata da Bruno Vespa – che il regista probabilmente vedeva da un punto di vista metafisico e pittorico. Il paesaggio ravennate corrispondeva allo stato d’animo che voleva trasmettere con questo film».

A Paolo Pini, giornalista della testata regionale Rai dell’Emilia-Romagna, il premio della sezione turismo «per i servizi dal territorio e la valorizzazione in chiave economica delle attività turistiche»: «Questa terra non è difficile da raccontare – ha evidenziato Pini al microfono di Vespa – perché offre continuamente spunti. È una terra che ha tutto, dalla capitale dell’impero romano alla riviera».

Due i riconoscimenti alla carriera: a Beppe Boni, già al Giornale di Indro Montanelli, vicedirettore de Il Resto del Carlino, ora editorialista, ha realizzato servizi dall’estero durante i conflitti in Kosovo, Libano, Afghanistan; e a Fausto Biloslavo, «che in 40 anni sui fronti più caldi del mondo ha scritto oltre 7000 articoli accompagnati da foto e video per le maggiori testate italiane e internazionali».

Il tema della guerra e del ruolo del giornalismo nel racconto degli eventi bellici introduce i tre riconoscimenti del premio nazionale: Paolo Brera, nella sezione cultura, in prima linea nel racconto della guerra, tra i primi inviati al mondo a Kiev nel gennaio scorso; nella sezione società a Cecilia Sala, autrice del podcast “Stories” che introduce il tema dello sviluppo tecnologico nel racconto della guerra; nella sezione radio/televisione a Stefania Battistini, inviata del TG1 e reporter di guerra.

Premiata per la sezione Guidarello Giovani la classe IV C del Liceo classico “Dante Alighieri” per il servizio dedicato alla visita all’ospedale faentino San Pier Damiano Hospital del Gruppo GVM. «Il fatto che nella nostra città Confindustria investa da 51 anni in un premio giornalistico è tutt’altro che casuale – ha chiosato il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale – Non è pensabile la crescita economica senza investimento culturale. E Non è possibile crescita sociale senza libera informazione».

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