Ravenna, la petizione dei genitori: “Pericolo stradale alla scuola dell’infanzia di Piangipane”

Per iniziativa dei genitori della scuola comunale per l’infanzia Dario Missiroli, è stata avviata ieri la raccolta firme di una petizione, indirizzata al sindaco, intitolata: “Pericolo stradale per i bambini della Scuola Missiroli di Piangipane”. La petizione ha come primi firmatari rispettivamente Alberta La Greca e Nicola Carnicella, consigliere territoriale di Lista per Ravenna nell’Area di Piangipane.

“Vista la situazione di pericolo – si legge nella petizione – che ogni giorno ci troviamo ad affrontare, per portare i nostri piccoli a scuola,  data la carenza di un parcheggio e l’eccessiva velocità delle auto che transitano per via Piangipane, nonostante il velox, non sempre attivo, e le strisce pedonali non prese in considerazione dagli automobilisti, noi genitori dei bambini che frequentano la scuola per l’infanzia Dario Missiroli di Piangipane chiediamo;

  1. l’intervento della Polizia locale, con la presenza di un agente nelle fasce orarie di entrata e di uscita dei bambini, in modo da disciplinare il traffico e rendere sicuro l’attraversamento pedonale;
  2. che vengano escluse la fasce orarie 8:00- 9:00 e 16:00- 16:30 dal divieto di sosta dato che i posti in cui si può parcheggiare sono solo quattro, ovviamente pochi dato che la scuola viene frequentata da circa 40 bambini.

Sono state fatte delle richieste per fare in modo che questo problema fosse risolto, ma senza  nessuno risultato concreto. 

L’anno scorso ci sono stati piccoli incidenti tra le auto parcheggiate e quelle in transito, oltre a varie situazioni di pericolo, quando genitori con i propri bambini, seppur attraversando sulle strisce pedonali, hanno rischiato di essere investiti.

Abbiamo assistito all intervento della polizia municipale l’anno scorso, quando hanno attivato il velox: non abbiamo bisogno tanto di questi interventi atti ad emettere sanzioni, quanto interventi volti a rimuovere le condizioni di pericolo. 

A noi genitori sembra ingiusto che, nonostante le richieste e la pericolosità della situazione, non vengano prese delle misure rapide e tempestive”.

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