Ravenna, la Fondazione vittime di reati a sostegno dei familiari di Elisa Bravi

Inoltre, un sostegno economico è stato erogato a favore dei genitori e dei figli di Elisa Bravi, la donna ravennate uccisa dal coniuge nel dicembre 2019. Ha lasciato due bambini che ora vivono con i nonni materni, e al nuovo nucleo è dedicato l’intervento della Fondazione vittime di reati, unica in Italia e nata su impulso della Regione nel 2004. Si è riunito infatti il Comitato dei garanti per valutare le domande arrivate dai sindaci delle cittadine dove risiedono le vittime – requisito necessario per attivare la catena di aiuti della Fondazione – che ha deciso di accogliere nove nuove istanze dalle province di Bologna (tre casi), Reggio Emilia (tre casi), Modena, Parma e Ravenna per un totale di 69mila euro di contributi.

“E’ una lotta che ormai da 16 anni come Regione facciamo, al fianco delle vittime e delle loro famiglie, contro la barbarie di crimini e violenze inammissibili- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- perché prevalga sempre il senso di giustizia nelle nostre comunità. Purtroppo, nonostante la pandemia, abbiamo dovuto assistere ancora una volta a storie di violenza che ci riempiono di sdegno e che colpiscono donne inermi tra le mura di casa o ad opera di familiari e persone che dovrebbero essere animate, proprio per la vicinanza alle vittime, da sentimenti di amore, affetto, solidarietà”.

“Ad ogni riunione del Comitato dei Garanti ci troviamo di fronte a casi di crimine e violenza a cui cercare di dare sollievo- aggiunge il presidente della Fondazione, lo scrittore Carlo Lucarelli-. E tutte le volte, anche questa, ci chiediamo se le brutte storie di cui veniamo a conoscenza siano ancora peggio di quelle precedenti, o più numerose”.

“Il nostro è un osservatorio particolare- prosegue Lucarelli-, ci occupiamo di un numero ristretto di casi segnalati, sui quali non è possibile elaborare comparazioni o considerazioni statistiche. Ma dal momento che ogni caso di cui ci prendiamo carico è sempre una brutta storia davvero, allora anche se non siamo in grado di dire se statisticamente le violenze e gli omicidi di cui ci siamo occupati siano di più o di meno rispetto alle altre volte, possiamo affermare con sicurezza che comunque sono troppi”.

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