Ravenna, una moda che non tramonta: la “corsa all’oro” col metal detector in spiaggia

Come i cacciatori di funghi o tartufi, spuntano sul finire dell’estate con i loro metal detector. Una parte di loro si muove in collina o nei boschi, «dove – spiega Vittorio, un appassionato che da 26 anni si dedica a questa attività nel tempo libero – si trovano reperti della seconda guerra mondiale, proiettili, frammenti di aereo ma anche medagliette di riconoscimento di soldati morti; un mio amico ne ha trovata una che è stata consegnata ai parenti giunti appositamente dall’estero, è stato un momento molto emozionante».

Ma è soprattutto sulle spiagge del litorale ravennate che si muove una fetta di questo “esercito”, che gira in lungo e in largo la battigia alla ricerca di oggetti smarriti. D’altronde questo, tra settembre e l’allestimento delle dune di protezione contro le mareggiate, è il momento migliore visto che sotto la sabbia o in acqua si nasconde un vero tesoro. Monetine, gioielli, braccialetti e ciondoli smarriti dai bagnanti, anche se non è tutto oro quello che luccica: gli strumenti rilevano tutto ciò che è metallico e ha un alone magnetico. E a volte sono solo chiavi, piombi da pesca, bossoli d’ottone (in particolare nella zona di Casal Borsetti e tra Tagliata di Cervia e Zadina). Anche merce contraffatta. Persino dentiere. «La trovò una volta un nostro cliente» ricorda Marcello Cenerelli, per tutti solo Marcello, titolare dell’hotel Esedra di Milano Marittima che da tempo ha deciso di differenziarsi e offrire un servizio atipico: «Ai clienti che soggiornano per almeno tre giorni con pensione completa concediamo in uso gratuito i metal detector per divertirsi e avvicinarsi al nostro mondo». E, come spiega, sempre più gente viene conquistata, «anche perché è un modo per tenersi in forma all’aria aperta». Ma anche un hobby remunerativo: «E’ facile, con la giusta attrezzatura e muovendosi nelle zone più frequentate dell’arenile, trovare qualche decina di euro in monetine durante una passeggiata di 3-4 ore». Raramente comunque chi usa il metaldetector chiude la giornata a mani vuote.

C’è poi chi si muove su commissione, o meglio, per volontariato. E’ il caso degli affiliati alla rete di Sos Metal Detector che in tutta Italia si attivano in seguito alle segnalazioni di smarrimento di oggetti in acqua. L’estate scorsa, ad esempio, tra Cervia e Rimini sono stati recuperati l’anello di fidanzamento di una coppia di turisti lombardi e quello nuziale della nonna di un giovane che era scomparsa da pochi mesi. Nell’Imolese invece in un terreno agricolo un coltivatore ha ritrovato l’anello nuziale smarrito lavorando nei campi quattro anni prima.

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