Via Trieste che dialoga direttamente con il fronte canale, collegati attraverso un parco e una galleria commerciale. Si tratta dell’area baricentrica, strategica per dare alla nuova Darsena una sua identità. Sarà la sua piazza, la sua agorà. E ora, anche per quell’ambito qualcosa si muove. Sono infatti stati presentati in Comune due Piani urbanistici attuativi (Pua) per i comparti 8 -9 e 12-13, rispettivamente di proprietà di Cmc e Bagnari-Gamberini, che rappresentano la dorsale centrale dell’intervento di riqualificazione del quartiere.

I progetti presentati

Il deposito di entrambi i Pua è recente e su quello della Cooperativa muratori e cementisti c’è già un primo commento dell’azienda: «Ci crediamo e metteremo il massimo impegno perché questo progetto possa diventare realtà. E dobbiamo rilevare che pure in un momento economico così fluido abbiamo già i primi riscontri positivi su potenziali partner». A parlare è Paolo Polignone, responsabile delle iniziative immobiliari dello stesso colosso cooperativo. Il progetto urbanistico relativo ai due comparti di Cmc è stato, come quello dei due comparti confinanti, presentato nelle ultime settimane, in tempo per la scadenza del Poc Darsena vigente. È l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte a descriverne la strategicità: «Si tratta dell’ambito dove si sviluppa il parco delle arti ed è ovviamente una collocazione cruciale. Uno degli elementi che si accosterebbero alla realizzazione di questi progetti, infatti – ricorda la componente di giunta – è l’abbattimento di tutte le recinzioni e della completa permeabilità del luogo da parte dei cittadini. Si realizzerebbe una fruizione assoluta degli spazi compresi fra la via Trieste e la via D’Alaggio, ovvero il fronte del Candiano». Un obiettivo che veniva posto anche in un piano presentato dalla stessa Cmc nel lontano 2010, e successivamente ritirato.

Il nuovo progetto

Per l’intervento proposto in queste settimane la cooperativa ravennate ha invece commissionato il progetto agli architetti Paolo Focaccia ed Ettore Rinaldini e ne emerge uno studio caratterizzato per una grande attenzione alla rigenerazione, con la riqualificazione industriale della vecchia sede che si trasforma in una grande galleria commerciale, che diventa essa stessa un elemento di dialogo fra la Darsena e l’immediato entroterra: «Siamo sicuri che visto il grande potenziale della Darsena di città potremo attrarre in una simile collocazione marchi di assoluto prestigio – riprende il ragionamento Polignone –. All’interno del comparto poi le destinazioni urbanistiche ci consentono anche il posizionamento di ricettivo. Stiamo muovendoci, mentre gli uffici comunali sono al lavoro per le autorizzazioni, per trovare partnership e concretizzare quanto stiamo programmando. Il momento economico è particolare e questo non ci ha ancora portato a firmare accordi, ma stiamo già avendo importanti riscontri, che ci fanno ben sperare per il prossimo futuro».

Il verde e il sociale

All’interno del comparto le destinazioni urbanistiche, come da direttive del Poc Darsena, prevedono anche una quota di edilizia sociale oltre alla progettazione di un tassello di circa un ettaro e mezzo del parco delle arti che poi si sviluppa nell’ambito confinante. Le trame di verde che consentono il collegamento con la via D’Alaggio aumentano ulteriormente la superficie permeabile vicino alla quale si staglia una torre che potrà ospitare servizi: «Pensiamo certamente al trasferimento dei nostri uffici – prosegue il dirigente Cmc –. Vorremmo però vocare quello spazio anche ad un dialogo con le forze vive della città, in primis l’università. Quello della Darsena si sta caratterizzando sempre più come un quartiere giovane e pensiamo potrebbe essere l’ideale – conclude Polignone – per ospitare uno studentato. O qualsiasi idea che possa emergere raffrontandoci con la città. Vogliamo che questo progetto sia importante per Cmc, ma soprattutto per Ravenna».

Argomenti:

cmc

Darsena

ravenna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *