Ravenna, l’artista davanti all’atelier bruciato: “Poesie per ricostruire”

RAVENNA – Decide di uscire dal dramma dell’incendio del proprio atelier attraverso la poesia. Fausto Fori, artista poliedrico ravennate, finanzierà infatti la rinascita del suo laboratorio con delle performance personalizzate, che andranno in scena ogni sera attorno alle 18:30 proprio in via Tombesi Dall’Ova. Almeno fino a quando non sarà riuscito a ripagare i danni del suo laboratorio del quartiere Sant’Agata, dove non aveva attivato assicurazioni in caso di rogo.

Quell’evento infausto, di cui non si sono mai ricostruite le cause e che avevano distrutto il laboratorio di Fori mandando in cenere anche fra le 20 e le 30 opere pittoriche, era avvenuto il 20 gennaio scorso. L’artista, definito da Vittorio Sgarbi un pittore «classico moderno», è da sempre improntato alla poesia. Negli ultimi anni poi si è cimentato anche nella recitazione, prendendo parte a cortometraggi e spettacoli. E ha in serbo una sceneggiatura, ambientata nelle campagne marchigiane del ‘900, che sta cercando di far produrre e che interpreterebbe in prima persona: «La poesia, in generale, è stata il mio primo amore – spiega lo stesso Fori –. Speravo di esprimermi a pieno, da ragazzo, proprio su quell’ambito. Poi entrai in banca e per trent’anni ho lavorato allo sportello e quella possibilità si spense. Non ho però mai smesso di scrivere”.

Chi vorrà pertanto aiutare Fori e soprattutto fruire della sua arte potrà recarsi in via Tombesi dall’Ova 49 poco dopo le 18. Nelle immediate vicinanze dell’atelier, gli intervenuti troveranno l’artista che reciteranno una poesia per ognuno di loro. O comunque Fori dedicherà una performance artistica di varia natura. Accanto sarà presente una “cassettina della ricostruzione”, dove si potrà lasciare un’offerta per finanziare la ripartenza dell’atelier: «Bastano dieci, quindici euro, ma sia chiaro non voglio elemosina. E pertanto – aggiunge Fori, che adesso è pensionato – a chi lascia un contributo io darò un bigliettino». Una sorta di coupon che è un diritto su un ritratto: «Lo farò alla mia maniera, stabilendo assieme le modalità. Ripagherò così, in maniera anche tangibile, chi sostiene il mio sforzo».

Il tutto, ovviamente, servirà a sostituire la serranda e a ristabilire le condizioni minime per un’agibilità del luogo, che rimarrà nella disponibilità dell’artista: «Ho trovato comprensione da parte della proprietaria. E’ evidente, dato che avevo staccato la corrente prima di uscire, che l’incendio non sia scaturito per mie negligenze. Anche se non è chiaro l’innesco, benché i Vigili del Fuoco abbiano escluso ogni origine dolosa – sottolinea il pittore –. Le tracce dell’incendio comunque, ora che lo spazio è stato sgomberato, rendono il laboratorio ancora più affascinante. Ad essere sincero, in un secondo momento, potrei attivare un crowdfunding per acquistarlo perché dopo tutto quel che è successo, questo luogo mi è ancora più caro».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui