Ravenna, investì la suocera: due perizie per valutare le intenzioni

RAVENNA. Una doppia perizia per capire la portata delle lesioni provocate e la dinamica di quello che a tutti gli effetti è apparso come il tentativo di travolgere la suocera per ucciderla. È quanto ha disposto ieri il gup Corrado Schiaretti, aggiornando a febbraio l’udienza nei confronti del 37enne di origine polacca arrestato dai carabinieri il 24 marzo 2019, dopo la lite in via Bastione, culminata con il ricovero della madre della compagna. Il giudice ha ritenuto opportuno affidare a un ingegnere la ricostruzione della dinamica, e a un medico la gravità delle lesioni riportate (che hanno superato i 40 giorni), per valutare e il rischio corso dalla vittima. Sulla base di quanto ricostruito anche alla luce delle testimonianze di chi aveva assistito alla scena, il sostituto procuratore Cristina D’Aniello aveva chiesto l’arresto per tentato omicidio.

Causa del diverbio tra il 37enne e la compagna era stata la gestione del figlio. L’uomo aveva passato la giornata con il bimbo e con il cognato, poi era tornato a casa affidando il piccolo al fratello della compagna. Quest’ultima era uscita di casa per recarsi dalla madre, dove l’avrebbero dovuta attenere sia il bambino che il fratello, in via Bastione. Sotto casa era stata raggiunta dal compagno che, ubriaco, aveva preso il figlio per poi “lanciarlo” nel sedile anteriore. In quel frangente era intervenuta la suocera per soccorrere il nipotino in lacrime.

Lo straniero a quel punto avrebbe prima colpito la donna con una sportellata al volto, poi l’avrebbe investita con l’auto. Infine si è allontanato con il bimbo a bordo, per poi riconsegnarlo subito alla madre e proseguire la fuga. La nonna, trasportata al “Bufalini”, era stata sottoposta anche a un delicato intervento chirurgico. Lo straniero era stato rintracciato nel corso della nottata dai carabinieri, e arrestato la mattina successiva. Difeso dall’avvocato Filippo Bianchini, era stato scarcerato lo scorso ottobre.

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