Ravenna, inflazione oltre al 6% a marzo

RAVENNA – Rispetto allo scorso anno il costo della vita è cresciuto del 6,7% in provincia di Ravenna, una media leggermente più alta di quella nazionale (a quota 6,6%). Questa la fotografia che emerge dai dati diffusi dall’Istat riguardo al Nic (indice per l’intera collettività) al netto dei tabacchi. Come ormai avviene da alcuni mesi, a spingere in alto i prezzi sono i costi dell’energia che si ripercuotono non soltanto su beni come le spese per la casa e i trasporti ma anche sul carrello della spesa.

Proprio i prezzi degli alimentari a marzo sono cresciuti del 7,1 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A dicembre l’indice tendenziale era del 3,6% – poco più della metà rispetto all’attuale – ed era già il picco massimo toccato nell’arco dell’intero 2021. A gennaio la crescita dei prodotti alimentari era salita del 4,2% per poi arrivare al 5,5% a febbraio. L’ulteriore scatto di marzo è dovuto di certo anche alla situazione internazionale che non ha certo frenato la dinamica inflattiva in atto già dall’estate, anche se con numeri più contenuti.

Del resto, con le spese per l’energia in crescita del 27,6% (e mai sotto il 25% nell’arco del 2022) il resto dei prodotti non può che risentirne. Così se avete notato l’aumento della brioche al banco del bar, dopo che lo scorso anno era già cresciuto il caffè, è proprio a causa della spirale dei costi in cui anche gli imprenditori non riescono a sottrarsi. Il conto nei locali pubblici e negli alberghi è cresciuto a marzo del 2022 è salito del 5,9%. Per alcuni mesi le imprese hanno tentato di contenere gli aumenti ma le bollette arrivate nell’arco dell’inverno, con aumenti nell’ordine delle migliaia di euro, hanno reso necessario il ritocco dei prezzi. L’inflazione si fa sentire naturalmente anche alla pompa di benzina: muoversi costa mediamente il 10,5% in più. A marzo si è arrivati quindi alla crescita due cifre attorno a cui si ballava da un po’ (a novembre si era toccato quello che sinora era il picco massimo: +9,6%). La crescita si fa sentire anche su una voce del paniere che solitamente oscilla molto meno: i mobili e i prodotti per la casa salgono del 3,8% e anche in questo caso è difficile imputare questo scossone ad altro se non alla lievitazione dei costi di produzione.

Se si vuole avere un’idea delle cifre, ci si può rifare alle stime nazionali delle associazioni dei consumatori dal momento che Ravenna è in linea con la media nazionale. Secondo le associazioni la stangata per le famiglie arriva a superare 2.500 euro l’anno secondo le stime delle associazioni dei consumatori. IlCodaconsstima1.997 euro annui per la famiglia “tipo”, mentre l’Unione nazionale consumatoricalcola che i rincari raggiungono2.577 euro per le coppie con tre figli. Solo per il cibo, secondo l’analisi diAssoutenti, la maggiore spesa media è di434 euro.

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