Ravenna, impianti a terra del rigassificatore allontanati da Punta

La Snam sposterà più a sud ovest gli impianti a terra del rigassificatore, che erano stati previsti a 400 metri da Punta Marina. Rispetto alla posizione progettuale, la nuova ubicazione sarà distante 700 metri e quindi ad oltre un chilometro dal paese. Rispondendo all’osservazione del gruppo Ritmo, l’azienda spiega che «in seguito a richiesta ufficiale ricevuta dal Comune di Ravenna lo scorso 30 agosto, l’impianto verrà ricollocato circa 700 metri a sud-ovest rispetto alla posizione originaria prevedendo un’ampia area di mitigazione boscata intorno e allontanandolo significativamente sia dalle aree di sviluppo del futuro piano attuativo che dalle aree costiere vincolate della pineta di Punta Marina». Ci sarà un «consistente intervento di imboschimento che mitigherà completamente l’impatto paesaggistico sul territorio circostante e fungerà da misura di compensazione ambientale, in accordo con gli enti territoriali competenti». A breve, anticipa la Snam, arriveranno i dettagli del nuovo «piano particellare» nonché la «relativa documentazione urbanistica e ambientale».

L’azienda ha risposto alle osservazioni (dieci in tutto) dei vari proponenti, mentre per le richieste di integrazione degli enti locali bisognerà aspettare ancora qualche giorno. La delocalizzazione degli impianti a terra, che occuperanno 16mila metri quadri e una candela di scarico, sono una notizia importante anche per il futuro turistico di Punta e salva il raddoppio del parcheggio scambiatore e la nuova lottizzazione turistica a poca distanza. In molti casi, nelle osservazioni previste dagli altri soggetti (in larga parte associazioni ambientaliste) la Snam spiega di non poter rispondere perché le valutazioni esulano dalle competenze dell’azienda: si tratta in sostanza di quegli appunti che riguardano la scelta stessa di realizzare il progetto, effettuata dal Governo in seguito alla crisi del gas. L’azienda invece non si tira indietro quando si entra nei dettagli tecnici progettuali. A Legambiente scrive che si stanno predisponendo i piani sull’impatto acustico e, anche su richiesta del Parco del Delta, si stanno predisponendo studi sull’impatto degli scarichi delle acque nei siti limitrofi Rete Natura 2000 e più in generale si sta aggiornando lo studio di incidenza ambientale. Nell’ambito dell’avanzamento dell’iter burocratico sarà anche presentato uno studio specialistico legato alla sicurezza e in particolare al traffico di navi metanifere che dovranno rifornire il rigassificatore. La Snam spiega anche che l’analisi del rischio è stata fatta e il rapporto preliminare riporta «la stima delle conseguenze degli scenari incidentali ragionevolmente credibili. Dall’analisi emerge che la massima distanza raggiunta è pari a 418 metri». Considerato che il terminale è ubicato a circa 8,5 chilometri dalla costa, da questo punto di vista sul litorale non dovrebbero esserci problemi. A Coraggiosa, che chiedeva garanzie in tal senso, l’azienda specifica che i lavori sul lungomare di Punta saranno realizzati al di fuori della stagione turistica e che la tecnologia “tranchless” con cui saranno depositati i tubi sotto la pineta non andrà a danneggiare le radici degli alberi.

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