Ravenna, il sindaco chiede l’intervento del governo per le bollette

RAVENNA – L’anno scorso era stato di 819mila euro (condiviso con Russi e Cervia) il fondo supplementare messo in campo per aiutare le fasce deboli per spesa e bollette. Ma con gli aggravi dati dal galoppare dei costi dell’energia, il sindaco Michele De Pascale attende un provvedimento da parte del governo, «perché i mezzi che può mettere in campo un ente locale non sono sufficienti». Con l’infuriare della pandemia, un anno fa, arrivarono infatti dallo Stato risorse aggiuntive con cui rimpinguare il fondo che l’amministrazione destina strutturalmente a chi, in difficoltà economica, non riesce a pagare le utenze. Il primo cittadino ravennate e presidente dell’Unione delle province italiane, ribadisce come il Comune «abbia già fondi per aiutare in tal senso le fasce deboli – spiega De Pascale -. Ma, data la portata del problema, è evidente che sia necessario un provvedimento su larga scala. E gli enti locali non possono sostituirsi allo Stato in questo, perché discutiamo di cifre enormi».

L’Arera (l’autorità di regolazione del settore energetico) ha infatti comunicato gli aggiornamenti delle tariffe in vigore nel primo trimestre 2022 (1° gennaio – 31 marzo) in cui si registrano gli aumenti record del +55% per l’elettricità e del +41,8% per il gas. Già in Legge di Bilancio il Governo aveva aggiunto 1,8 miliardi (erano due quelli già previsti) per contrastare i rincari. La consapevolezza però è che la coperta rimanga corta e, con il gas aumentato di oltre il 700 per cento, a Roma si è al lavoro per arrivare a destinare almeno 5 miliardi: «C’è apprensione per un manifestarsi del bisogno che è crescente – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Gianandrea Baroncini -. E che con la dimensione dei rincari può toccare fasce sempre più ampie di popolazione. Una probabile sintesi politica potrebbe arrivare già domani (oggi ndr). Sarà importante però fare presto perché, pur monitorando la situazione, siamo di fronte a un fenomeno ampio, che si innesterebbe in una situazione già difficile».

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