Ravenna, il racconto della guida aggredita dai vongolari: “Quattro o cinque schiaffoni al volto”

È stato preso a ceffoni, minacce e insulti per avere rimproverato alcuni vongolari abusivi che aveva sorpreso pescare nell’oasi alla foce del Bevano. E’ accaduto mercoledì pomeriggio a un 52enne, guida turistica per la cooperativa Atlantide, con una decina di anni d’esperienza alle spalle e un amore infinito per il patrimonio naturalistico nei lidi sud di Ravenna. Un episodio grave, che è avvenuto sotto gli occhi della comitiva alla quale stava spiegando che quel paradiso dal delicato ecosistema si può solo ammirare e rispettare.

Per tutelare l’accompagnatore scegliamo di non fare il suo nome. Ma è lui stesso a non voler fare dell’accaduto un dramma: «Non è stata una scena da far west. Sì, sono andato all’ospedale un paio di volte, ma non ho riportato lesioni serie e sto ancora valutando se sporgere o meno denuncia. Quel che mi preme è che non passi il messaggio che questa zona è un postaccio. Tutt’altro. Immaginavo però che a lungo andare sarebbe accaduto qualcosa».

I tre bracconieri ittici

Non è la prima volta, infatti, che la guida sorprende bracconieri ittici alla foce. «E’ una questione annosa, solo che prima andavano soprattutto di notte – racconta –. Mercoledì eravamo partiti alle 14 dalla Bevanella e siamo arrivati alla foce che quasi erano le 15. C’erano tre persone in acqua, io gli ho detto che non potevano pescare. Una di loro si è allontanata subito, gli altri due, invece, hanno continuato a raccogliere le vongole e quando hanno visto che la nostra barca attraccava si sono avvicinate». La guida ha pensato prima di tutto ai turisti che stava accompagnando: «Li ho avvisati che è gente poco raccomandabile, chiedendo a tutti di non muoversi dalla barca, d’altra parte c’erano famiglie con bimbi piccoli. Sono sceso io e ho iniziato a discutere in particolare con uno dei due». Sono volate parole grosse: «Mi ha chiesto, “Ma questa è casa tua?”. Proprio non voleva capire perché lo stessi rimproverando». A quel punto sono partiti gli schiaffoni, quattro o cinque, ben assestati al volto. Dopodiché i due pescatori di frodo hanno preso il cesto di vongole e hanno raggiunto il compare che li stava aspettando in spiaggia per poi allontanarsi. «Passo le mie giornate a spiegare alla gente che questo è un posto meraviglioso, ma non è per le persone, poi arriviamo e ci sono i vongolari… Normalmente quando lo faccio notare se ne vanno, e così anche ciclisti ed escursionisti che si avventurano senza poterlo fare. Continuerò a farlo anche dopo questo episodio». Consapevole che un presidio continuo della Forestale e della Polizia locale sia impossibile, il 52enne vede proprio nel turismo la soluzione al problema: «Più visitatori ci sono, più i bracconieri saranno scoraggiati».

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