Ravenna, il dramma delle guide turistiche

Il grande timore delle guide turistiche, palesato a fine gennaio in occasione dell’introduzione della zona gialla, è divenuto realtà. Dopo il periodo natalizio, anche quello pasquale non sarà caratterizzato da turisti nelle strade e attorno ai monumenti di Ravenna, con un’altra primavera – la seconda dopo quella del 2020 – da bollino rosso. «Siamo andati di male in peggio – afferma la guida turistica Laura Gramantieri – ma quello che preoccupa di più è che proprio non si vede la fine di questa situazione. Il mese di febbraio di solito ha sempre portato poca gente in città e quindi l’apertura di qualche settimana, tra l’altro con pochi siti culturali disponibili (quelli della Curia e di Ravennantica, infatti, erano rimasti chiusi, ndr), non ha portato grandi benefici alla nostra attività. Io, per esempio, come tanti sono rimasta ferma».

Tra una zona rossa e l’altra, quindi, è da cinque mesi che molte guide turistiche non lavorano. «È da inizio novembre che non usciamo dal tunnel, con un 2021 che si sta rivelando ancora più duro dell’anno scorso. Abbiamo iniziato a organizzare anche eventi online, ma non è certo la stessa cosa. A noi serve una certa programmazione e fino a quando non c’è una prospettiva di lunga durata non si può fare nulla. Speriamo che a maggio si riparta in modo deciso».

Anche dal punto di vista dei ristori, qualcosa è arrivato, ma in maniera insufficiente. «Gli ultimi aiuti sono giunti a fine 2020, mentre adesso sembra che sia tutto pronto per poter chiedere un contributo una tantum dalla Regione. Di sicuro, quello che ci aspetta sarà un anno molto difficile e quello che vogliamo – termina Gramantieri – è essere considerati anche noi».

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