Ravenna, il Covid pesa per oltre 10 milioni sul bilancio del Comune

RAVENNA La pandemia ha inciso pesantemente sui conti di Palazzo Merlato che, come gli altri enti locali, si è trovato a fronteggiare una grossa diminuzione delle entrate e un aumento delle uscite legate agli aiuti per la pandemia. Se su quest’ultimo aspetto hanno aiutato molto i trasferimenti dello Stato, praticamente raddoppiati, poco Palazzo Merlato ha potuto sulla flessione delle entrate extratributarie (multe soprattutto) e tributarie.

Il confronto con il bilancio 2019, l’ultimo prima della pandemia di coronavirus, evidenzia un aumento di 17,9 milioni sulle entrate correnti determinato in larga parte dai contributi straordinari statali (sono arrivati 45 milioni contro i 23 previsti prima della pandemia) che erano finalizzati a compensare le minori entrate conseguenti alle misure di contenimento per l’emergenza pandemica. Proprio in questo senso, si legge nel rendiconto definitivo del 2020, va interpretata la flessione delle entrate extratributarie (-4,5 milioni) in buona parte ascrivibile alla mancata erogazione dei servizi educavi-scolastici ed alla riduzione delle infrazioni rilevate attraverso sistemi elettronici di controllo della velocità (erano previste sanzioni per 10 milioni di euro, ne sono entrati sette). Si assiste ad un aumento delle entrate tributarie (+0,59%) ma in realtà è solo apparente ed è frutto – spiega il Comune – «dell’incremento di entrate da recupero evasione sull’Imu relative alle piattaforme marine».

Rispetto alle previsioni iniziali, sono entrati cinque milioni in meno dalla Tari per effetto della cancellazione della tariffa che il Comune ha messo in campo per alcune attività economiche. Accertati quindi poco più di 25 milioni contro i 30 previsti. Gli effetti sui redditi della crisi sanitaria si vedranno probabilmente nelle dichiarazioni di quest’anno, così l’Irpef incassata nel 2020 (13,2 milioni di in linea con quanto previsto. Dimezzata invece la tassa di soggiorno che era prevista inizialmente in 2,2 milioni. Ne sono entrati 1,024, compreso il recupero dei pregressi.

A dare una mano ai conti di Palazzo Merlato è stata Ravenna Entrate che ha recuperato 22,225 milioni di imposte pregresse. Va detto che quasi tutto (22 milioni) sono dovuti all’Imu dovuta sul bilancio del 2018 dai soggetti che hanno piattaforme in concessione. Completano però il quadro 105mila euro di Tasi e 99mila euro di Tari.

Particolare, infine, il caso dei servizi. Dalle tariffe per l’usufrutto di servizi come mense scolastiche e piscina si prevedevano entrate per 9,75 milioni. Ne sono entrati 5,97 milioni. In particolare, al Mar erano previste entrate per 160mila euro, alla fine ci si è fermati a 66mila. La gestione delle aree di sosta, a fronte di una previsione pari a due milioni di euro, ha fruttato 1,5 milioni. Dimezzate tutte le entrate legate al servizio mensa ma in questo caso sono diminuite anche le spese.

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