L’ultimo decesso alla Cra Boari è stato comunicato nella mattinata di ieri. Arriva così a 14 il conto degli anziani morti alla residenza per anziani alfonsinese, dove il Covid è entrato a metà ottobre. Su una sessantina di ospiti, significa poco meno di un quarto delle persone uccise dal coronavirus. Una tragedia di fronte al quale il sindaco Riccardo Graziani, che ogni sera aggiorna i cittadini sulla situazione in città e nella struttura, si dice «molto amareggiato. Purtroppo questo è un virus sconosciuto ma che sembra colpire in modo particolare chi ha molte patologie e nella nostra Cra diversi ospiti erano in questa situazione».
L’amministrazione alfonsinese sta monitorando la situazione: «L’Ausl ha mandato personale in appoggio e stiamo facendo di tutto per contenere i danni. Almeno negli ultimi giorni stanno emergendo diversi casi di anziani che si negativizzano». Graziani parla di «un grande sforzo» che tutti i Comuni stanno compiendo in questa fase terribile della pandemia.
Intanto nella giornata di ieri sono emerse alcune positività in un’altra residenza per anziani: la San Domenico di Lugo, con tre ospiti e due operatori positivi.
Durante la Conferenza socio sanitaria che si è tenuta ieri, è emerso come, sul fronte delle strutture per anziani, nelle ultime due settimane si sono verificate in tutta la Romagna oltre 200 nuove positività, la maggior parte delle quali a Ravenna. Già dai prossimi giorni l’azienda sanitaria metterà in campo almeno 20 nuovi posti letto in strutture dedicate a questi pazienti, nei casi in cui non sia indicato o utilizzabile l’isolamento domiciliare all’interno delle cra stesse.
Il direttore generale ha inoltre sottolineato come sul tema covid siano state investite risorse ingenti: da inizio pandemia si può stimare una spesa di 120 milioni di euro. A fronte di questa situazione il presidente della conferenza socio sanitaria, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, ed i membri dell’ufficio di presidenza, oltre a esprimere apprezzamento per il lavoro dell’azienda e dei suoi professionisti ed operatori ha invitato «a continuare ad effettuare ogni sforzo per la massima efficienza sia in ordine al tracciamento sia alla presa in carico dei pazienti». A fronte di ciò è emersa «l’esigenza di adottare eventuali misure da intraprendere, sempre nella “cornice” di riferimento nazionale e regionale, capaci di limitare il propagarsi dei contagi, anche considerando l’attuale omogeneità tra territori».

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