Valentina Morigi

RAVENNA. Mille euro di anticipo sulla cassa integrazione o sul bonus riconosciuto per l’emergenza Covid, ma ancora non versato dallo Stato o dalle banche per lentezza burocratica. Il Comune di Ravenna ha stanziato un milione e mezzo per sopperire a quella che il sindaco, Michele De Pascale, ha descritto come una vera e propria “emergenza sociale, a cui proviamo a far fronte in attesa che anche a questi lavoratori giungano i sussidi promessi”. Il sostegno economico – come detto, mille euro una tantum, con impegno alla successiva restituzione, alle persone residenti nel territorio comunale che, pur essendo titolari dei benefici previsti dal decreto “Cura Italia” (cassa integrazione e bonus) non li hanno ancora materialmente ricevuti, né da parte dello Stato né quale anticipo da parte del datore di lavoro o di altri soggetti. Nello specifico tali benefici dovranno non essere ancora stati materialmente ricevuti al momento della presentazione della domanda di sostegno economico al Comune da parte del cittadino.  Inoltre, sempre alla data di inoltro della domanda, il cittadino che farà richiesta di sostegno economico dovrà avere una disponibilità di risorse finanziarie a qualsiasi titolo detenute (conti correnti e libretti bancari e postali, depositi di qualsiasi tipo, investimenti mobiliari ecc.) non superiore a: 3.000 euro per nuclei anagrafici composti da persone fino a un numero massimo di due; 5.000 euro per nuclei composti dalle tre persone in su. Sarà possibile fare domanda a partire da lunedì 11 maggio. I dettagli sul Corriere Romagna in edicola domani.

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