Ravenna, il Centro di Ricerca nel nome di Raul Gardini

«Nel solco dello sviluppo che coniuga benessere e ambiente, all’interno della visione che fu di Raul Gardini, piantiamo un seme importante per il futuro dell’Emilia Romagna e del Paese». Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, conclude la cerimonia con cui si è inaugurato il Centro di Ricerca “Ambiente energia e mare” a Marina di Ravenna. Vocato al trovare nuovi assi di crescita attraverso la green e la blue economy, cioè gli ambiti legati alla transizione ecologica con cui l’Italia vuole rilanciare il proprio futuro, nasce dalle ceneri del polo che il numero uno della Montedison volle in via Ciro Menotti e che aprì i battenti nel 1992. Ventinove anni più tardi sono Università di Bologna e istituto Fraunhofer, che sceglie Marina come propria «sede italiana», ad assumere la direzione scientifica di una realtà che avrà invece il fulcro gestionale in Flaminia. Con spazi di coworking e sostegno delle startup su cui il Comune proseguirà il proprio impegno economico. In totale, la struttura da 26mila metri quadrati di Marina di Ravenna è costata due milioni e mezzo, di cui circa 1,5 li ha portati la Regione a fronte della vittoria del progetto di due bandi, mentre il restante milione lo ha messo il Comune. L’Università di Bologna invece ha già garantito le attrezzature e messo a bilancio un piano triennale da due milioni di euro che copre, oltre all’allestimento dei laboratori, anche docenti, ricercatori e dottorandi. «In pochi minuti si raccoglie oggi il lavoro di anni. Questo luogo era abbandonato, con una situazione intricatissima a livello burocratico– racconta il sindaco Michele De Pascale -. Il genere di circostanza che porta a voltarsi altrove. Invece è stato fatto l’opposto, anche con l’impegno pervicace dell’assessore Massimo Cameliani, e ora siamo orgogliosi di questo risultato». «Non è scontato che un Comune sia finanziatore e stazione appaltante di un centro di ricerca – riconosce il rettore, Francesco Ubertini -. E’ stato fondamentale per giungere fino a qui, ma devo dire che ultimamente sono spesso a Ravenna per inaugurazioni. Dopo il corso di Medicina e l’allargamento di Scienze ambientali, tornerò presto ancora». Un impegno riconosciuto dalla presidente di Flaminia, Mirella Falconi, che impegna la fondazione allo «sviluppo e la sinergia della nuova struttura con le imprese» e traccia i prossimi obiettivi «dopo i tanti recentemente acquisiti grazie all’impegno del mio predecessore, Lanfranco Gualtieri. Ora è il momento dello studentato, per il quale abbiamo conquistato il cofinanziamento ministeriale. Poi l’Università si è impegnata per la disponibilità di ulteriori strutture per i servizi agli studenti». Ubertini, a fianco a lei, conferma.

Centro subito attivo

In attesa del completamento dell’ala relativa agli spazi per il coworking, il centro di ricerche sarà immediatamente attivo. La partnership con l’istituto Fraunhofer ha già portato, con gli studenti coordinati dal professor Andrea Contin, a progetti importanti sull’economia circolare che hanno avvicinato l’interesse di Eni-Rewind sulla produzione di olio combustibile e carbone attraverso la pirolisi delle biomasse. Il carbone (biochar) avrà poi anche applicazioni nella decontaminazione di suoli e liquidi. Un secondo laboratorio sarà invece incentrato sull’up-scale di processi produttivi e di riciclo di batterie e sarà diretto dalla professoressa Francesca Soavi.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui