Ravenna, il caro energia non spegnerà il Natale

Non sarà un Natale al buio. Perché a pesare sul piatto della bilancia come contrappeso al caro energia, è la prospettiva di una città senza turisti. Spegnere il centro storico significherebbe spezzare l’equazione secondo la quale le luminarie stanno alle feste come l’atmosfera sta agli acquisti. E se qualche piccolo comune romagnolo ha già annunciato scelte virtuose per dare l’esempio, città come Ravenna, che hanno fatto della luce la parola chiave delle iniziative natalizie (vedi “Ravenna in Luce”), si preparano a fare i conti per non vedersi costrette a tagliare. In altre parole, con ogni probabilità tornerà il videomapping sui monumenti, promosso dal Comune e fino all’anno scorso affidato alla Neo Project di Andrea Bernabini. E’ lo stesso video-artista, autore lo scorso inverno dell’installazione visiva dedicata a Dante sulla facciata della Basilica di San Francesco (oltre ad altri monumenti Unesco della città), a rassicurare sull’impatto energetico delle proiezioni, criticate dall’opposizione per la spesa investita dal Comune. «Un videoproiettore di ultima generazione da 20mila lumen consuma da 1,8 a 2kw. Un ferro da stiro ariva a 3kw. E un mapping resta acceso massimo tre ore al giorno». In altre parole, spiega, scenografie proiettate su interi edifici sono paradossalmente meno impattanti delle tradizionali luminarie. Anche perché, continua «di lampadine ne servono molte di più per creare un effetto scenografico tra le vie di un quartiere. L’idea di togliere allora le luminarie? Bisogna però stare attenti – mette in guardia Bernabini – perché cadiamo in circolo vizioso che può essere più dannoso che pagare una bolletta. Se cittadini e turisti se ne stanno chiusi in casa non consumano». E a Ravenna, secondo il rappresentante della Neo Project, «le proiezioni degli anni passati hanno fatto numeri importanti, come 4mila persone in 21 giorni a San Vitale. Spero che, pur con un occhio di riguardo, non si cada in un’austerity che impoverisca tutto, ne abbiamo avuto già abbastanza con il Covid».

L’incognita sulle luminarie

A dividersi i costi dell’energia per le luci di Natale sono invece i commercianti, aiutati dal Comune. La strada è quella delle luminarie a led, preferibili alle più datate e meno sostenibili lampadine; quante e dove installarle dipenderà dalla scelta dei esercenti. Il punto di partenza non è dei migliori: nell’ultimo anno «il contributo dell’Amministrazione al comitato del centro storico è quasi raddoppiato – rivela l’assessore al turismo, Giacomo Costantini – per fronteggiare il calo di budget dovuto alla chiusura di alcune attività e al fatto che non tutte contribuiscono. Le motivazioni – continua l’amministratore – sono varie, compresa quella meno accettabile palesata da alcuni negozi che appartengono a catene di franchising e che secondo me dovrebbero a loro volta smettere di comportarsi come navicelle che atterrano in un qualsiasi centro cittadino».

L’argomento Natale, rivela Costantini, sarà oggetto di un tavolo con la collega Annagiulia Randi e con le associazioni di categoria, già in programma nelle prossime settimane. L’idea è quella della continuità, riproponendo i due filoni: la musica, con Christmas Soul e la festa di capodanno e il videomapping, per il quale, continua l’assessore, «a pesare non è tanto la spesa energetica né il costo artistico, ma il noleggio dell’infrastruttura». La sfida è «trovare il giusto compromesso, e vedere che cosa possiamo mettere in campo per passare un momento di spensieratezza in un momento importante per il commercio».

Tutto può ancora cambiare. Ma l’idea è quella di riproporre “Jfk on ice” riportando anche quest’inverno la pista di pattinaggio in piazza Kennedy, davanti a Palazzo Rasponi.

Una scelta che i responsabili dell’evento stanno valutando con la consapevolezza che gli aumenti del costo dell’energia avranno un impatto anche sull’iniziativa, considerato che il motore che mantiene ghiacciata la pista è elettrico.

Eppure, puntualizzano gli organizzatori, «non abbiamo consumi eccessivi, e la parte più consistente riguarda la fase di accensione, dopodiché la pista ha una sua conducibilità». In parte influirà anche la temperatura: «Si potrà risparmiare il 4% o 5% se sarà freddo, e qualora il termometro ce lo concedesse abbiamo pensato di spegnere il motore per tre o quattro ore la notte».

La bolletta ad ogni modo potrebbe incidere sul prezzo del biglietto, fermo restando che tutto può ancora cambiare nei prossimi mesi. «Ci piacerebbe evitare di alzare il costo per gli utenti – concludono –. Pensiamo di sobbarcarci noi i rincari, o al massimo di alzare il prezzo di un euro».

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